Economia e Lavoro
14 Aprile 2026
Firmato in Camera di Commercio il protocollo che unisce imprese, cooperative e istituzioni: obiettivo reinserire almeno mille persone fragili trasformando lo svantaggio in risorsa

Ferrara protagonista dell’inclusione: nasce il progetto Fenice

di Redazione | 4 min

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di Emanuele Gessi

Firmato in Camera di Commercio il protocollo d’intesa per il progetto “Fenice – Lavoro inclusivo, Valore condiviso”. Un nome, un programma. L’iniziativa – che pone in alleanza istituzioni, cooperative sociali, associazioni di categoria e imprese – punta forte infatti sul reinserimento sociale delle persone in condizioni di fragilità attraverso il lavoro. Da qui il riferimento alla rinascita dalle ceneri, a cui allude la simbologia della fenice. Invero, è una funzione di riscatto e di realizzazione organica quella che il piano attribuisce all’inserimento nel mondo del lavoro, per chi parte da condizioni di svantaggio. Senza dimenticare che “le vere protagoniste – commenta Biagio Missanelli, presidente del Consorzio Ferrara Prossima – sono le imprese. L’obiettivo è stimolare il mondo profit a intraprendere pratiche concrete a sostegno del non profit, in una logica di reciproco scambio di valore”.

A siglare – lunedì mattina, 13 aprile – il protocollo, promosso dal capofila Consorzio Ferrara Prossima (che include al suo interno Cidas, La Pieve, Il Germoglio e Azioni.Coop), sono state 8 associazioni di categoria: ossia Concooperative Romagna-Estense e Legacoop Estense insieme a Cia, Coldiretti, Cna, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti.

Il progetto Fenice si rivolge alle imprese di ogni tipologia e settore della provincia di Ferrara e, in prospettiva, dell’area Romagna-Estense e di altri distretti limitrofi. Coinvolge inoltre istituzioni ed enti del territorio – tra cui Comuni, servizi sociali e sanitari e realtà come le case circondariali – interessati a promuovere percorsi di inclusione lavorativa. Le imprese possono accedere, tramite il sito www.ferraraprossima.org, a una piattaforma integrata di servizi.

A fronte di “almeno 1000 persone con fragilità che nel territorio ferrarese hanno un potenziale di disponibilità lavorativa”, riporta Gianluca Gardi, direttore del Consorzio Ferrara Prossima, la sfida raccolta da questo progetto è di “trasformare lo svantaggio in risorsa”, rendendo le aziende “parte attiva”. Una mission che si traduce in supporto, garantito dal Consorzio al mondo imprenditoriale interessato, ai processi di adempimento degli obblighi della legge 68/99 e all’attivazione di percorsi di assunzioni più strutturate. Così come nel qualificare in chiave etica la propria catena del valore e nello sviluppare progetti di responsabilità sociale d’impresa.

Un piano operativo di cui c’è bisogno in quanto “dobbiamo abituarci anche in questo territorio a un’economia che non si misura solo in termini di Pil, ma nella capacità di generare coesione, fiducia e inclusione”, annuisce Mauro Giannattasio, segretario generale Camera di Commercio Ferrara e Ravenna. Che ci tiene a mettere in chiaro un altro punto: le imprese generative battono le imprese estrattive. Intendendo che “dobbiamo imparare a premiare quelle aziende che fanno della relazione con la comunità il proprio core business, isolando chi invece viene, prende e non restituisce”. In questo senso il progetto Fenice permette alle imprese che fanno coesione senza rendersene conto di prenderne consapevolezza e valorizzarlo.

“Come Legacoop Estense – plaude Chiara Bertelli, direttrice di Legacoop Estense – riteniamo fondamentale che le imprese possano disporre di strumenti di inclusione reali ed efficaci, affinché la responsabilità sociale non resti un principio formale, ma si traduca in pratiche concrete, con benefici per l’intera collettività. Fenice è uno di questi strumenti: grazie alle competenze delle cooperative sociali rende possibile l’inclusione lavorativa e l’emancipazione delle persone con fragilità”.

“Il progetto – prosegue l’assessore comunale alle Politiche Sociosanitarie, Cristina Coletti – rappresenta un modello innovativo di reinserimento sociale e lavorativo, sostenuto fin dalle sue fasi iniziali con risorse e strumenti operativi dall’Amministrazione comunale. Il valore di questo accordo sta nella capacità di mettere in rete competenze diverse, costruendo percorsi reali di autonomia e lavoro per le persone fragili, facendo dell’inclusione una vera e propria leva di sviluppo, oltre che di coesione. Fondamentale è il coordinamento, che consente di evitare sovrapposizioni e creare sinergie efficaci. Questo approccio ci permette di affrontare le sfide sociali con maggiore efficacia. Grazie a tutti i soggetti coinvolti per l’impegno condiviso”.

“La forte adesione delle organizzazioni datoriali – rimarca Ruggero Villani, direttore generale di Confcooperative Romagna-Estense – testimonia il valore del progetto Fenice. Si tratta di un segnale importante, che riconosce il ruolo strategico della cooperazione sociale nel trasformare l’inclusione lavorativa in una leva per l’intero sistema produttivo. Grazie a questa sinergia tra profit e non profit, e al Comune di Ferrara, l’inserimento lavorativo delle persone fragili non è più solo un obbligo normativo, ma una scelta di responsabilità sociale capace di generare valore concreto per imprese e comunità”.

Al tavolo anche l’Agenzia per il Lavoro, rappresentata dal dirigente del servizio territoriale Nord di Ravenna e Ferrara Andrea Panzavolta, “osservatore interessato” del progetto di cui rileva l’urgenza, in quanto “non possiamo negare che partiamo da una situazione complessiva che ci preoccupa”. Con un mercato del lavoro ferrarese dove “in teoria il fabbisogno delle imprese è molto elevato, ma le caratteristiche delle persone che si affacciano al mercato del lavoro non sempre collimano con le esigenze delle imprese”.

È Maria Luisa Langella, della Fondazione Don Calabria per il Sociale ets, a ricordare infine che prenderà forma un vero e proprio Albo delle imprese solidali, facendo della responsabilità sociale un punto cardine di strategie occupazionali concretamente inclusive, “non per realizzare una classificazione delle aziende, ma per riconoscere pubblicamente il merito di chi si impegna a praticare i valori della coesione”.

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