Un luogo dove la paura lascia spazio alla serenità, dove l’ospedale si trasforma – almeno per un momento – in un ambiente accogliente e quasi “magico”. È stata inaugurata all’ospedale Sant’Anna di Cona “
La Stanza dei Sogni“, un innovativo spazio multisensoriale dedicato a bambini e adolescenti (e alle loro famiglie) ricoverati nel reparto di Pediatria diretto dalla professoressa Agnese Suppiej.
L’obiettivo è migliorare concretamente l’esperienza del ricovero e delle procedure mediche, riducendo ansia, stress e paura, e favorendo una maggiore accettazione delle cure. Si tratta di un passo significativo verso quella “umanizzazione della sanità” sempre più centrale nell’assistenza pediatrica.
La realizzazione della Stanza dei Sogni è stata possibile grazie al sostegno dei Rotary Club Ferrara e Rotary Club Ferrara Est, con il contributo del Comune di Ferrara. Un esempio concreto di collaborazione tra istituzioni e territorio che ha consentito di portare a termine il progetto senza costi diretti per l’azienda sanitaria.
“È un progetto che ho trovato al mio arrivo e che ho subito condiviso – ha dichiarato la direttrice generale Nicoletta Natalini -. Abbiamo accolto molto favorevolmente questa proposta perché, pur essendo una struttura sanitaria, coglie un aspetto fondamentale come l’accoglienza e il rilassamento dei bambini, soprattutto quando devono affrontare procedure invasive o momenti di agitazione. È un ambiente che, grazie a immagini, colori e suoni, può avere un effetto terapeutico concreto”.
Il cuore del progetto si ispira al cosiddetto “Mondo Snoezlen”, un approccio multisensoriale basato su stimoli controllati e modulabili. All’interno della stanza, luci, colori suoni e immagini vengono utilizzati in modo mirato per creare ambienti immersivi, che spaziano dalle stagioni alla natura, fino a scenari rilassanti come spiagge o cascate. L’esperienza viene adattata all’età e alle condizioni del bambino, con l’obiettivo di favorire distrazione, rilassamento o supporto emotivo durante le procedure.
La stanza ha una precisa funzione terapeutica e sarà utilizzata come parte integrante del percorso di cura. Per questo è prevista una formazione specifica per il personale medico, infermieristico e per lo psicologo, chiamati a gestire non solo gli aspetti tecnici ma anche quelli relazionali.
“Come amministrazione comunale abbiamo voluto essere fin da subito al fianco di questo progetto – ha sottolineato l’assessora comunale Cristina Coletti – perché rappresenta un passo avanti importante per il territorio e un esempio concreto di umanizzazione delle cure, soprattutto in ambito pediatrico”.
“Le neuroscienze ci insegnano che la sofferenza maggiore non è il dolore, ma la paura del dolore – ha spiegato la professoressa Suppiej -. Questa stanza rappresenta un aiuto concreto per affrontare quella paura e trasformare l’esperienza della malattia in un percorso più sostenibile. Non è solo un ambiente piacevole, ma un vero e proprio percorso che coinvolge il bambino e la sua famiglia, aiutandoli ad affrontare la sfida della malattia con maggiore serenità”.
Soddisfazione anche da parte dei promotori dell’iniziativa. “Abbiamo creduto subito in questo progetto – ha commentato la presidente del Rotary Ferrara Est, Mimma La Valle – perché riguarda i bambini e il loro diritto a ricevere cure più umane. La Stanza dei Sogni può riaccendere speranze anche nei momenti più difficili, sia per i piccoli pazienti che per le loro famiglie”.
Sulla stessa linea il presidente del Rotary Ferrara, Marco Tartaglia: “Per noi questo è un service di grande valore, perfettamente in linea con la nostra missione di servizio alla comunità. Siamo orgogliosi di aver contribuito a realizzare qualcosa che non è presente in tutte le strutture e che rappresenta un vanto per la città”.
Un progetto che, come ricordato dal past president Francesco Ravioli, rappresenta un unicum nel panorama regionale: “Una stanza come questa, all’interno di un reparto ospedaliero, non è diffusa in Emilia-Romagna. È un valore aggiunto importante, soprattutto perché può essere utilizzata da tutti i pazienti pediatrici, fino agli adolescenti, offrendo loro un’oasi di serenità durante il percorso di cura”.