Cronaca
21 Marzo 2026
Lo sostiene la difesa dell’ex consigliera comunale, che ha prodotto numerosi documenti per colmare i "buchi bianchi" nella consulenza tecnica del pm sulla chat tra l'ex vicesindaco e Luca Caprini e ribadire l'attendibilità della testimone chiave Rossella Arquà

Dossieraggio in municipio. “Lodi e Caprini ossessionati da Ferraresi”

di Davide Soattin | 4 min

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Da un lato, colmare i “buchi bianchi” presenti nella versione cartacea della consulenza tecnica del pm relativa alla chat tra l’ex vicesindaco e Luca Caprini, consigliere comunale (allora in quota Lega oggi nella Lista del sindaco Alan Fabbri); dall’altro, ribadire la piena attendibilità della testimone chiave Rossella Arquà. È questa la direttrice in cui ieri (20 marzo) – durante l’ultima udienza del procedimento a carico di Nicola Lodi, accusato di trattamento illecito di dati personali e diffamazione, nell’ambito del presunto caso di dossieraggio in municipio – si è inserito il consistente deposito di documenti da parte della difesa dell’ex consigliera Anna Ferraresi, rappresentata dagli avvocati Fabio Anselmo e Bernardo Gentile.

A maggio 2020 infatti, secondo la ricostruzione avanzata dall’accusa, una mano anonima avrebbe inviato ai gruppi consiliari i plichi contenenti atti e annotazioni riservate che rivelavano guai giudiziari che avevano riguardato a suo tempo la donna. Guai risalenti al 2014, quando l’auto con a bordo l’ex consigliera venne fermata all’uscita del casello di Ferrara Nord dalla Polizia Stradale: risultò positiva all’alcoltest e le venne ritirata la patente. In quei plichi erano contenute copie dei verbali integrali della Polizia Stradale di Altedo, nonché copia dei referti dell’Ausl, completi di dati personali, della Ferraresi e del compagno di allora (nome, cognome, targa dell’auto).

In particolare, all’udienza di ieri, la difesa ha evidenziato come la versione cartacea della depositata dal consulente tecnico della Procura – come sottolineato dallo stesso – non consentisse la visualizzazione dei file multimediali (foto, video e audio) contenuti nelle chat tra Lodi e il consigliere comunale Caprini, relative al periodo compreso tra l’11 gennaio e il 5 settembre 2020. Conversazioni ritenute importanti dalla difesa per ricostruire quello che viene definito un “inquietante e ossessivo interesse e attenzionamento” da parte dei due nei confronti di Anna Ferraresi, dato il “continuo e corpososcambio di immagini in cui viene ritratta l’ex consigliera.

Ma non solo. Anselmo e Gentile hanno anche prodotto le chat WhatsApp risalenti al 2019 di Rossella Arquà con Nicola Lodi e Stefano Solaroli, definite rilevanti per supportarne la “piena attendibilità” a poche settimane dall’udienza in cui sarà sentita come testimone. Arquà infatti, che da braccio destro dell’ex vicesindaco è diventata nemica, ricopre un ruolo fondamentale in tutta la vicenda, dal momento che avrebbe confermato a Ferraresi di aver notato una busta gialla con all’interno alcuni plichi nella scrivania del vicesindaco e che lui le mostrò cosa c’era dentro. Plichi che, secondo l’ex Gruppo Misto, sarebbero gli stessi fatti recapitare nelle buchette della posta di tutti i gruppi politici cittadini.

Nello specifico, le chat – ha spiegato la difesa nella memoria difensiva prodotta – “fanno emergere pacificamente” che Arquà, all’epoca dei fatti consigliera comunale della Lega, era legata da un “rapporto di estrema fiducia e complicità” ai due, essendo a loro “accomunata anche dall’odio profondo” nei confronti della stessa Anna Ferraresi. Il 13 novembre 2019 tra le 22.31 e le 22.35, ad esempio, Lodi scrive: “Sto martellando la Ferraresi...e non poco! Acqua in bocca“. Gli risponde Arquà: “Grande fai benissimo. Falla saltare in aria”. Il mese prima invece, il 30 settembre 2019, alle 23.08 è Arquà a scrivere a Solaroli: “Che schifo è una vergogna Anna è un letamaio non ho parole ma non riesce nessuno a fermarla porca miseria”. E ancora: “Anna offende troppo deve moderare le parole perché qualcuno gli potrebbe dargli un 5 in faccia”. Tra i tanti scambi, anche quello del 12 novembre 2019 alle 20.48 sempre con Solaroli: “Ma porca miseria non siamo capaci di fargli fare un passo falso a quell’infame di Anna così la obbligano a dimettersi come hanno fatto con Vezzani (ex consigliere comunale della Lega che si dimise pochi mesi dopo l’elezione del 2019, ndr)”.

Per rafforzare la piena credibilità della testimone ed evitare che il giudice possa arrivare a una “distorta valutazione” di Arquà, la difesa di Ferraresi ha infine depositato anche la documentazione relativa al procedimento in cui Rossella Arquà è accusata di minacce nei confronti di Lodi, per l’invio di otto lettere ritenute intimidatorie tra aprile e maggio 2021. Procedimento in cui la difesa, nella propria memoria, scrive che quanto sostenuto dall’imputata – che per quei fatti ha sempre professato la propria innocenza, dicendo di essere stata una mera esecutrice materiale – “sta trovando piena conferma“. L’acquisizione comprende – tra gli altri atti – anche le trascrizioni delle tre udienze finora celebrate, dalle quali emergerebbero, secondo la difesa, “inquietanti e clamorose carenze investigative“.

Il procedimento tornerà in aula il 13 maggio.

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