Massimo Piva, cerealicoltore e risicoltore di Jolanda di Savoia, è il nuovo presidente di Cia-Agricoltori Italiani Ferrara, eletto all’unanimità nel corso della IX Assemblea elettiva che si è tenuta il 27 febbraio presso il Borgo delle Aie a Gualdo di Voghiera. Ad affiancarlo nel ruolo di vicepresidente sarà Jennifer Felloni, giovane frutticoltrice di Tresigallo e figura già attiva all’interno dell’associazione come membro di Agia (Associazione Giovani Agricoltori).
Questo nuovo tandem direttivo, che guiderà l’associazione per i prossimi quattro anni, unisce la solida esperienza di Piva — già vicepresidente per due mandati — alla capacità innovativa della Felloni. L’Assemblea, intitolata “Dal passato al futuro: un’agricoltura protagonista”, è stata aperta dai saluti dei rappresentanti istituzionali, tra cui Paolo Lupini (Sindaco di Voghiera), Nicola Gherardi Ravalli Modoni (Presidente Fondazione F.lli Navarra) e Mauro Giannattasio (Segretario Generale Camera di Commercio Ferrara e Ravenna).
Al dibattito politico hanno preso parte anche Paolo Calvano (Consigliere regionale e Capogruppo Pd nell’Assemblea legislativa ER) e Davide Bergamini (Parlamentare e membro della XIII Commissione Agricoltura).
Il presidente uscente Stefano Calderoni, che ha guidato l’associazione per quasi dieci anni dopo essere subentrato a Lorenzo Boldrini, ha tracciato un bilancio non solo sindacale ma anche umano del suo mandato: “Negli ultimi anni – ha detto Calderoni – siamo stati attraversati da una densità di eventi senza precedenti. La pandemia e la guerra nel cuore dell’Europa hanno riportato al centro della storia parole come sovranità e sicurezza alimentare, dimostrando che l’agricoltura è un settore essenziale. Ma essere essenziali non significa essere tutelati e sono i numeri a raccontare questa mancanza di sostegno e valorizzazione del settore agricolo: in vent’anni, nella nostra provincia, ha cessato l’attività circa il 50% delle aziende agricole. Siamo stretti tra l’aumento dei costi e scelte politiche che scaricano sull’impresa agricola il peso delle transizioni. Eppure, a Ferrara il settore primario non è un comparto residuale, ma l’infrastruttura economica portante, pesando stabilmente per il 5-6% del valore aggiunto totale. Per questo occorre difendere il reddito agricolo, il valore delle filiere e soprattutto un’idea di futuro che non trasformi l’agricoltura in una commodity finanziaria. Perché solo se ci saranno ancora imprenditori disposti a seminare, Ferrara avrà un futuro. In bocca al lupo, caro Massimo”.
Il neopresidente Massimo Piva ha raccolto il testimone delineando le sfide urgenti per il prossimo quadriennio: “La battaglia per il giusto prezzo è oggi la madre di tutte le battaglie: come certifica Ismea, non è accettabile che per ogni 100 euro spesi per coltivare grano duro, se ne incassino solo 93. Dobbiamo contrastare con forza le speculazioni e le distorsioni che distruggono il valore agricolo. A questo si aggiungono i continui aumenti dei costi di produzione, dall’energia alle sementi, fino ai fertilizzanti che hanno superato il 60-70% che non vengono, appunto, ripagati dai prezzi pagati all’origine”.
Piva ha poi posto l’accento sulla difesa del territorio: “Ferrara è figlia della bonifica: senza un governo idraulico costante non esiste agricoltura né sicurezza per i cittadini e lo dimostra anche la gravissima problematica dell’erosione della costa adriatica nel Basso Ferrarese, causata dai fenomeni di subsidenza che erodono suolo agricolo mettono a rischio la stabilità stessa delle nostre imprese. Il mio impegno da qui in poi sarà quello di continuare a difendere la nostra capacità produttiva e di fare reddito e lo farò con una squadra che mi affiancherà e che rappresenta le diverse voci della nostra associazione”.
“Credo – ha concluso Piva – che non sia più questo il tempo delle mezze misure o del compromesso, ma di scelte chiare e urgenti per dare un futuro concreto alle nostre aziende agricole”.
Infine, la vicepresidente Jennifer Felloni ha dichiarato: “È un onore affiancare Massimo alla guida di Cia Ferrara, cercherò di farlo portando non solo la voce e la visione dei giovani agricoltori, ma anche quello delle donne imprenditrici che negli ultimi anni hanno dimostrato una forte capacità di innovazione e resilienza. Come membro del comitato esecutivo uscente siamo sempre stati uniti nel cercare soluzioni e abbiamo manifestato il nostro dissenso ogni volta che le scelte politiche non erano condivisibili, portando le nostre istanze fino a Strasburgo e Bruxelles, soprattutto per chiedere con forza il principio di reciprocità, perché vengano adottate le stesse regole a livello internazionale per la tutela dei prodotti e dei consumatori. Un impegno che continuerà perché credo che si apra un periodo di battaglie ancora più dure, a livello italiano ed europeo: noi saremo pronti a far sentire la nostra voce ogni volta che sarà necessario, perché vogliamo continuare a fare gli agricoltori, produrre cibo sano e di qualità e presidiare il nostro imperfetto ma meraviglioso territorio”.
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