Una difesa a tutto campo del bilancio 2026-2028 e, più in generale, dell’operato dell’amministrazione. Nel corso del dibattito in Consiglio comunale, il consigliere Francesco Rendine (Civica Fabbri) ha respinto le critiche dell’opposizione sui conti e sulle priorità politiche, rivendicando numeri e opere realizzate come prova della bontà della linea seguita.
Per Rendine il documento contabile rappresenta la “roadmap del triennio” e segna una fase di investimenti concreti. Nel 2026 sono previsti circa 44 milioni di euro per infrastrutture e riqualificazioni destinati a lavori stradali, piste ciclabili, edilizia sociale, scuole, patrimonio culturale, interventi edilizi e impianti sportivi. Opere che, secondo il consigliere, avranno ricadute tangibili sulla qualità urbana.
Nel confronto con il passato, Rendine ha richiamato alcune scelte viabilistiche delle precedenti amministrazioni (come la rotonda di San Giorgio), sostenendo che l’attuale gestione abbia importanti interventi più funzionali. L’esempio portato è quello della nuova pista ciclabile verso Boara, indicata come opera strutturale e di collegamento diretto, in contrapposizione a progetti ritenuti meno efficaci in passato.
Sul piano politico, Rendine ha quindi invitato a misurare il lavoro dell’amministrazione sulla percezione dei cittadini: “Chiedetelo alla gente: era meglio la Ferrara di Sateriale o è meglio quella di oggi?”. A sostegno della tesi, il consigliere ha citato i dati turistici riportati nel bilancio: un incremento del 6,7% tra arrivi e presente, a fronte di una crescita nazionale intorno al 4-5%. Secondo Rendine, il fatto che Ferrara cresca più della media italiana sarebbe il segnale di un posizionamento più forte e di una strategia efficace sul piano culturale e promozionale.
Un altro capitolo su cui si è soffermato è quello del personale. La previsione 2026 indica una spesa di 41,4 milioni di euro. Rendine ha messo a confronto questo dato con le cifre del periodo 2014-2018, quando la spesa oscillava tra 40 e 44 milioni, sostenendo che, attualizzando quei valori con l’inflazione cumulata degli ultimi anni, il costo sarebbe oggi sensibilmente superiore. Nel ragionamento del consigliere, questo dimostrerebbe una gestione più contenuta della spesa.
Ancora più marcato il riferimento alla riduzione del numero dei dirigenti passati da 31 nel 2018-2019 a 17 attuali. Una riorganizzazione che, a suo dire, avrebbe comportato risparmi per circa 5 milioni di euro nell’arco della legislatura, senza incidere sulla capacità dell’ente di portare avanti i progetti programmati.
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