Portomaggiore. Per la vicenda del tragico incendio al poligono, la Corte di Cassazione ha annullato – sia agli effetti penali che civili – la sentenza di condanna nei confronti di Nicola Minarelli, ex sindaco di Portomaggiore a cui, dopo l’assoluzione in primo grado con formula piena da parte del tribunale di Ferrara, la Corte d’Appello del tribunale di Bologna aveva inflitto una pena a un anno e due mesi.
L’ex primo cittadino era finito a processo con l’accusa di omicidio colposo plurimo e incendio colposo. Nello specifico, la Procura gli contestava l’aver tollerato o non impedito la gestione del poligono, che sarebbe stato privo della licenza.
Nella tragedia, avvenuta il 10 gennaio 2016, persero la vita tre persone: Lorenzo Chiccoli, 73 anni, Maurizio Neri, 66 anni di Masi Torello e Paolo Masieri, 47 anni, di Portomaggiore.
Il pronunciamento della Suprema Corte è arrivato durante la serata di giovedì 19 febbraio, dopo che la Procura Generale – al termine di una lunga requisitoria – aveva chiesto il rigetto del ricorso presentato dalla difesa dell’ex sindaco rappresentata dall’avvocato Fabio Anselmo, che invece – attraverso la propria arringa – non aveva condiviso quanto era stato prospettato dalla pubblica accusa.
Alla fine, accogliendo uno dei motivi tecnici sollevati dalla difesa, gli ermellini hanno annullato la sentenza di condanna agli effetti penali per intervenuta prescrizione, senza rinviarla alla Corte d’Appello. Non si può però parlare di assoluzione per prescrizione: in quel caso, infatti, sarebbero potuti restare in piedi gli effetti civili, che invece i giudici della Corte di Cassazione hanno ugualmente annullato.
Per Minarelli si è dunque trattato di un annullamento totale della sentenza, senza alcun effetto residuo.
“Questa sera – commenta l’avvocato Anselmo – la Corte di Cassazione ha spazzato via la sentenza della Corte d’Appello di Bologna. Sarebbe stato un annullamento con rinvio, ma è maturata la prescrizione. Importante però, allo stesso tempo, è anche l’annullamento agli effetti civili. La questione quindi potrà essere riprospettata davanti al giudice civile, ma non per la quantificazione del danno, quanto più che altro per stabilire alla radice se le parti civili hanno diritto di esigere i danni dal mio assistito. Questione che, a nostro avviso, non esiste. Quella che rimane è invece la sentenza di primo grado tribunale di Ferrara che ha assolto con formula piena Nicola Minarelli”.
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