“Non solo pericolosa ma terrificante”. Così il giurista Sergio Merendino, di Libera Ferrara, ha aperto la presentazione del Comitato “Società civile per il NO al referendum costituzionale”. Un raggruppamento di realtà che si sono unite (anche a livello nazionale) per sostenere il fronte del ‘No’ al referendum confermativo sulla riforma della giustizia promossa dal governo Meloni che si terrà il prossimo 22 e 23 marzo.
Una riforma che “cambia la Costituzione”, dice Merendino, e che “non è solo pericolosa” ma anche “inutile” e “sconvolgente” perché è come inserire “una cellula tumorale in un corpo”. Il corpo è la Costituzione italiana e il rischio sarebbe quello “di vederla “vanificata per un colpo di mano”.
Il giurista spiega, ancora una volta, come la separazione delle carriere sia già effettiva nei fatti visto che dalla Riforma Cartabia un magistrato o un giudice può decidere di cambiare il proprio percorso professionale solamente una volta e nei primi dieci anni di servizio. La percentuale di chi ha compiuto questo passaggio è inferiore all’1%.
“Deve essere chiaro – dice Susanna Garuti (Cgil) – che votando sì alla riforma non ci sarà una giustizia più efficiente e più vicina ai cittadini”. Nessuno tra i presenti nega la necessità di un intervento che possa migliorare il sistema giudiziario italiano. Ma un primo intervento in questo senso dovrebbe essere quello di “un potenziamento della dotazione organica di tutto il Ministero della Giustizia”.
Per Sergio Golinelli (Avs e Possibile) “antifascismo è difendere i valori della Costituzione che nasce dalla Resistenza”. Ad aderire “convintamente” anche il Pd rappresentato dal segretario provinciale Nicola Minarelli. Anche Paride Guidetti (M5S) è convinto, come tutto il movimento, “che No sia l’unica risposa da dare”. Mariangela Malacarne (La Comune di Ferrara) ribadisce ancora una volta che si tratta di “un attacco alla Costituzione”.
Roberto Cassoli (Anpi) sottolinea invece come “questo progetto non affronti nel merito i problemi che la giustizia italiana avrebbe la necessità che vengano affrontati”. Di “minaccia alla Costituzione” parla anche Leonardo della Rete degli Studenti Medi che pone l’accento sul rischio di “venir meno dell’autonomia del potere giudiziario”.
Il Comitato, presieduto a livello nazionale dal professor Giovanni Bachelet, ritiene che quella promossa da Nordio non sia “una riforma, perché non migliora la difficile situazione della giustizia”. Rappresenterebbe invece “un tentativo malcelato di colpire il principio fondamentale della Costituzione di indipendenza e autonomia della magistratura, infliggendo un colpo alla democrazia, compromettendo l’equilibrio tra i poteri dello Stato”.
Ad aderire al comitato sono: Acli, Anpi, Arci, Cgil, Pax Christi, Coordinamento Democrazia Costituzionale, Comitato Avvocati per il NO Ferrara, Coordinamento Provinciale di Ferrara di Libera, Presidio Centopievese di Libera, Ferrara per la Costituzione, Agende Rosse, Biblioteca Popolare Giardino, Cittadini del Mondo, Centro Donna Giustizia, La Comune di Ferrara, Istituto Gramsci Ferrara, Rete degli Studenti Medi, Unione degli Universitari Udu, Forum Ferrara Partecipata, Federconsumatori, Sunia, Auser, Comitato Verità per Aldro, Associazione Tararì Tararera aps, Cies Ferrara, Partito Democratico, Alleanza Verdi e Sinistra, Movimento Cinque Stelle, Coalizione Civica, Possibile, Rifondazione Comunista, La Sinistra per Ferrara, Lista Attiva Cento.
Una lista ancora aperta e alla quale hanno chiesto di aderire anche singoli cittadini.
A partire dal 21 febbraio inizieranno gli appuntamenti – che proseguiranno fino al referendum – negli spazi di tutta la provincia, da Cento a Ostellato passando per Portomaggiore e Copparo.
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