“Evitiamo di dire che va tutto bene, nel nostro paese ci sono crisi industriali spesso non presidiate dal governo ed è molto importante portarle all’attenzione”. È da qui che Andrea Orlando, ex ministro e oggi incaricato dalla segreteria del Pd di costruire le linee programmatiche future sul tema dell’industria, della crescita e dello sviluppo, parte nel delineare la situazione economica italiana e ferrarese.
Lo ha detto a margine di un incontro ospitato dalla Camera di Commercio al quale hanno partecipato i sindacati insieme agli rsu di Berco. Con loro Orlando, che era già stato a Copparo in uno dei momenti clou della crisi aziendale, ha discusso di prospettive. Pur non essendo ora “una realtà in allarme” ha una “prospettiva che è ancora tutta da definire”.
Non a caso hanno discusso “della possibilità di verificare se, in un’ottica di riorganizzazione del sistema produttivo tedesco, ci siano le condizioni per costruire un ruolo per una realtà come questa”.
In particolare Orlando sottolinea la necessità di un asse tra Roma e Berlino che potrebbe “produrre risultati” per le economie di entrambi i paesi.
Il senso dell’incontro, come spiegato dal segretario provinciale del Pd Nicola Minarelli, è che “l’attenzione verso il mondo del lavoro e i lavoratori ci deve essere sempre, non solo nei momenti più drammatici di crisi”. Insieme a lui ad accompagnare Orlando ci sono anche la segretaria comunale Giada Zerbini e i due consiglieri regionali ferraresi del Pd Marcella Zappaterra e Paolo Calvano.
In serata un ulteriore approfondimento a Grisù ha aperto un confronto sulle trasformazioni economiche e produttive in atto concentrandosi su lavoro e qualità dello sviluppo e sulle prospettive industriali e sociali.
L’ex ministro pone il centro della questione nella necessità di costruire strumenti a livello europeo ma anche nazionale “che non esistono”. “Noi – aggiunge – insistiamo molto sull’esigenza di costruire un fondo che aiuti le imprese a evolvere verso una transizione ecologica”.
Si sofferma poi sul costo dell’energia, “l’Italia è il paese che in Europa paga la bolletta più cara, in un continente che già sostiene costi energetici più alti dei competitor”, un tema “di estrema urgenza”.
A Roma, proprio in queste ore, “si sta discutendo un decreto energia” e la speranza è che possano “arrivare risorse”. “Si parla però di cifre – conclude – che non ci pare siano sufficienti per far fronte a questo gap”.
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