Dopo lo sgombero delle torri A e C del Grattacielo, concluso giovedì 12 febbraio, la tensione si è spostata dai piani dell’edificio ai social network. Al centro della polemica, due fotografie pubblicate dal sindaco Alan Fabbri nei commenti al proprio post serale.
Le immagini ritraggono le consigliere comunali Anna Zonari (La Comune di Ferrara) e Anna Chiappini (Partito democratico) durante le operazioni di sgombero, mentre assistono alcune famiglie, con il cartellino identificativo al collo.
Nel commento che accompagna le foto, il primo cittadino scrive: “A cosa servono questi tesserini in un intervento di sgombero? A nulla. Infatti dopo un po’ i consiglieri sono stati allontanati”.
Parole che hanno innescato una dura replica da parte delle due esponenti dell’opposizione.
Anna Zonari parla apertamente di un attacco personale. In un post pubblicato nelle ore successive, accusa il sindaco di aver “scatenato la macchina del fango con annesse insinuazioni e insulti” nei suoi confronti, anche attraverso l’utilizzo di comunicatori “pagati con soldi pubblici”.
La consigliera contesta in particolare la diffusione delle fotografie scattate durante un momento di risata, definendola un’immagine ‘rubata’ e usata per insinuare scarsa opportunismo o serietà. “Perché è più facile costruire una polemica basata su falsità che assumersi la responsabilità di essere presenti. Io ero lì. Lui no”, scrive Zonari, sottolineando come durante lo sgombero non fosse presente né il sindaco né esponenti della Giunta o consiglieri di maggioranza.
Sulla stessa linea, ma con toni più ironici, interviene Anna Chiappini. La consigliera del Partito democratico definisce le foto pubblicate dal sindaco come due “mediocri scatti” con cui lei e la collega sarebbero state esibite “come teste trofeo”.
Nel merito della polemica sui cartellini identificativi, Chiappini ricorda che quei tesserini sono stati consegnati ai consiglieri proprio dall’amministrazione comunale come strumenti ufficiali di riconoscimento. “Alan, li hai consegnati tu a tutti i consiglieri”, scrive, aggiungendo che l’assenza di assessori e consiglieri di maggioranza durante lo sgombero sarebbe stata evidente.
Da un lato, quindi, il sindaco mette in discussione l’utilità dei “tesserini” e la presenza dei consiglieri oltre il cordone di sicurezza; dall’altro Zonari e Chiappini che rivendicano di essere state sul posto per assistere le famiglie sgomberate e accusano il primo cittadino di aver scelto la via dello scontro social anziché quella della presenza istituzionale.
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