Grattacielo. I sindacati: “Non si lascino sole le persone”
I sindacati confederali lanciano l’allarme e sollecitano interventi immediati per evitare che lo sgombero si trasformi in una crisi sociale senza precedenti
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“Il paradosso di questo sistema escludente è oggi evidente nel dramma del Grattacielo“. È da qui che le sezioni ferraresi di Alleanza Verdi e Sinistra, Possibile e Coalizione civica muovono un duro atto d’accusa contro la Giunta Fabbri e il regolamento comunale per l’Edilizia residenziale pubblica, alla luce della sentenza n. 1/2026 della Corte costituzionale.
Secondo le forze politiche, la pronuncia della Consulta è inequivocabile: “Il diritto all’abitare non può dipendere dalla residenza storica”. Per questo Avs, Possibile e Coalizione civica dichiarano di sostenere “la linea dell’assessore regionale Giovanni Paglia” e chiedono al sindaco Alan Fabbri “un veloce adeguamento del regolamento Erp”.
Nel mirino c’è un impianto normativo che, a loro giudizio, “premia la residenziali storica a discapito del bisogno”. L’attribuzione di un punteggio maggioritario in graduatoria basato esclusivamente sull’anzianità di residenza avrebbe prodotto un effetto chiaro: “Creare cittadini di serie A e di serie B”.
Una scelta che, spiegano, ha penalizzato in particolare “le giovani famiglie che a Ferrara vogliono restare e costruire un futuro”, ma anche “i lavoratori precari e i nuovi residenti” e “gli studenti fuori sede che scelgono la nostra università”, tutti scavalcati da criteri che “premiano solo chi è già ‘radicato'”.
Per i tre gruppi politici, tuttavia, eliminare il criterio della residenza storica non basta. Il regolamento comunale avrebbe infatti innalzato anche un altro ostacolo, definito senza mezzi termini un “muro di carta”: l’obbligo, previsto dall’articolo 21, per i cittadini non comunitari di produrre certificazioni rilasciate dalle ambasciate dei Paesi d’origine.
Una richiesta già giudicata illegittima dal Tribunale di Ferrara, che ha accolto i ricorsi presentati da Asti e dai sindacati, come il Sunia, riconoscendone il carattere discriminatorio. “Impone oneri burocratici che nessun cittadino italiano deve sostenere”, ricordano Avs, Possibile e Coalizione civica, accusando la Giunta di continuare a usare questa norma “come arma politica”, nonostante le condanne giudiziarie.
Critiche anche al sistema di punteggi aggiuntivi per chi accetta alloggi nelle frazioni, territori spesso “privi di collegamenti dignitosi con i mezzi pubblici”. Una scelta che, secondo il comunicato, risponde più a una logica di “confinamento” che di reale inclusione.
È in questo contesto che viene richiamato il caso del Grattacielo, definito “il paradosso” di un sistema che oggi mostra tutte le sue crepe. “Parliamo di lavoratori, studenti e anziani che in quegli appartamenti avevano la loro vita – si legge -, di famiglie i cui figli frequentano le nostre scuole, oggi sfollati a causa di un’ordinanza di inagibilità”.
Una fragilità che, secondo le tre forze politiche, “è stata creata da un’amministrazione che si rifiuta di riconoscere la propria responsabilità pubblica“, lasciando centinaia di persone in balia di “un mercato edilizio privato spesso inaccessibile, o a richieste economiche insostenibili”. È qui che, affermano, “il ‘modello Ferrara’ ha fallito”, trasformando “un problema di sicurezza edilizia in un’emergenza sociale senza precedenti“.
Da ultimo, l’appello diretto al sindaco Alan Fabbri e all’assessora Cristina Coletti: smettano di parlare di “battaglie ideologiche” per “nascondere il fallimento delle posizioni e delle scelte della Giunta” e inizino invece “a rispettare le sentenze, le altre istituzioni, la divisione dei poteri, base della democrazia”.
Difendere criteri già dichiarati illegittimi, concludono Avs, Possibile e Coalizione civica, “non è buon senso: è un accanimento ideologico che graverà sulle tasche dei ferraresi, sotto forma di spese legali e risarcimenti”. Perché, ribadiscono, “la casa è un diritto” e Ferrara deve scegliere “di regolamentare l’abitare con dignità”.
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