Attualità
28 Gennaio 2026
Da giugno 2019 al gennaio 2022 47 scambi tra Comune, condominio, VVF, Prefettura e Procura. Poi il Covid blocca le attività

Il Grattacielo sotto la gestione Fabbri

di Redazione | 8 min

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Il 12 giugno 2023 è la data di addio del Grattacielo alla città. Dopo allora tramonta il sogno di riqualificazione. Il Comune di Ferrara comunica all’amministratore del condominio Grattacielo la possibilità di ritirare il permesso di costruire relativo al progetto di riqualificazione presentato da un soggetto privato.

Il permesso però non verrà mai ritirato e il progetto naufragherà definitivamente.

Il dettaglio arriva dall’intervento nel consiglio comunale di lunedì del sindaco Alan Fabbri.

Un intervento ricco di dati e informazioni che va a completare quanto avevamo scritto di recente. La nostra ricostruzione si fermava al giugno 2019, data di insediamento della prima giunta Fabbri.

Da allora i controlli, gli scambi e i tentativi di trovare soluzioni adeguate sono continuati.

Eravamo arrivati alla ulteriore proroga all’ordinanza dirigenziale del 10 luglio 2017 disposta sotto Tiziano Tagliani. Proroga richiesta dall’allora amministratrice Tiziana Davì il 9 maggio 2019, dal momento che erano già stati affidati lavori di adeguamento alla ditta Ghiotti, la quale prevedeva di completarli per le parti comuni entro l’11 settembre 2019 e per le parti private entro il 15 marzo 2020.

Il 18 giugno 2019, a pochi giorni dall’insediamento di Fabbri, una nota afferma che proseguono i lavori avviati nel marzo 2019, relativi alla messa in sicurezza antincendio del Grattacielo che prevedono l’installazione di porte tagliafuoco, la messa a norma degli impianti elettrici e idraulici, quindi la dotazione di dispositivi di rilevazione fumi.

“Già il giorno seguente – fa sapere Fabbri – ci sarebbe stato un incontro con l’amministratore di condominio”.

La conclusione degli interventi era prevista per la parte condominiale nell’autunno di 2019, mentre per la parte privata nella primavera del 2020.

Dal 24 giugno 2019 all’11 gennaio 2022 si registrano 47 di quelli che Fabbri chiama “scambi documentati” tra Comune condominio, Vigili del Fuoco, Prefettura e Procura.

Il 15 settembre 2020 i Vigili del Fuoco approvano il progetto di adeguamento antincendio.

Il 29 settembre 2020 l’amministratore di condominio richiede un’ulteriore proroga – la seconda – al 31 marzo 2021.

Arriva marzo 2020 e scoppia l’emergenza pandemica da Covid-19 che blocca le attività fino al marzo 2022.

Da una relazione dello studio incaricato dei lavori di adeguamento antincendio emerge che per quanto riguarda le parti comuni oggetto di appalto, l’impianto antincendio, l’illuminazione dei vani scala e le luci di emergenza viene dichiarato che risultano sostanzialmente completati e funzionanti, con un avanzamento stimato intorno al 98%.

Permangono invece gravi criticità sugli interventi relativi alle singole unità immobiliari: al gennaio 2021 risultano realizzati solo una parte dei filtri antincendio e ordinate meno della metà delle porte Rei necessarie (136 realizzate e 20 ordinate su 336 totali).

Inoltre, molte dichiarazioni di conformità degli impianti elettrici e gas non risultano ancora trasmesse. La relazione evidenzia che, senza il completamento dei filtri in tutti gli appartamenti e senza il deposito di tutte le certificazioni impiantistiche, non è possibile procedere alla chiusura della Scia antincendio.

“Il tecnico segnala infine – aggiunge Fabbri – che le mancanze di alcuni condòmini rischiano di bloccare i lavori e rendono necessario un intervento degli organi istituzionali, oltre alla richiesta di proroga – la terza – dell’ordinanza sindacale fino a giugno 2021. Al tempo stesso, chiedono di ricordare al Comune di modificare i raggi di curvatura della strada di accesso al Grattacielo, per permettere il passaggio dei mezzi dei vigili del soccorso.

Maggio 2022 – illustra il sindaco – è un altro momento molto importante per la potenziale trasformazione del Grattacielo”. Viene infatti presentato, da un soggetto privato, un progetto da 30 milioni di euro per la riqualificazione del Grattacielo, nell’ambito dell’Ecobonus e del Sismabonus, finalizzato a risolvere le criticità strutturali e di sicurezza oltre all’efficientamento energetico. L’assemblea di condominio si esprime favorevolmente.

Il 23 settembre 2022 il Comune acquista l’immobile di viale Cavour 173–183, angolo viale della Costituzione 2–4, ai piedi del Grattacielo.

Nel Consiglio Comunale del 7 novembre 2022, a fronte di una richiesta dell’amministratore di condominio datata 16 agosto 2022, “il Comune di Ferrara, sotto la mia guida, considerate le criticità strutturali e di sicurezza del Grattacielo, accompagna e sostiene un progetto di riqualificazione complessiva dell’edificio, mettendo in campo tutti gli strumenti amministrativi disponibili per renderlo realizzabile”.

L’Amministrazione riconosce l’interesse pubblico dell’intervento e autorizza un permesso di costruire in deroga, adeguando pianificazione e strumenti urbanistici, inserendo le aree comunali coinvolte nel Piano delle Alienazioni e programmando, a proprie spese, opere pubbliche fondamentali come l’allargamento stradale per garantire l’accesso dei mezzi di soccorso. Il permesso è approvato nel consiglio comunale del 22 maggio 2023.

Si arriva al fatidico 12 giugno 2023. Il Comune infatti comunica all’amministratore la possibilità di ritirare il permesso di costruire relativo al progetto di riqualificazione del Grattacielo presentato da un soggetto privato, previo pagamento di un contributo di costruzione pari a 55.893 euro.

Il permesso però non verrà mai ritirato e il progetto naufragherà definitivamente, a causa dell’indisponibilità economica dei proprietari, delle morosità pregresse e del superamento dei termini temporali previsti, impedendo così la trasformazione complessiva di tutte le Torri.

Il 18 gennaio 2024 “come Comune partecipiamo con i nostri dirigenti ad una riunione in Prefettura sul caso Grattacielo. Il comandante dei Vigili del Fuoco evidenzia criticità sull’assenza del Certificato di Prevenzione incendi, sugli impianti elettrico e gas non a norma”.

Inoltre informa che la Procura ha chiesto ai Vigili del Fuoco specifica indagine sullo stato di adeguamento dei filtri nei singoli appartamenti. Il Comune evidenzia che molti dei proprietari risultano morosi a scapito del proseguo dei lavori di adeguamento alle normative antincendio. Si aggiunge che i debiti verso la ditta incaricata, che ha sospeso i lavori, ammontano a 200 mila euro.

Il 13 marzo 2024 il Comune partecipa ad un altro incontro in Prefettura sul caso grattacielo con dirigenti e l’allora assessore Nicola Lodi e si evidenziano le solite criticità: permane una grave situazione di non conformità e pericolo per la sicurezza pubblica, già evidenziata nella relazione tecnica, con l’assenza storica del Certificato di Prevenzione Incendi (CPI) e il rischio che un nuovo sopralluogo abbia esito negativo anche alla luce delle norme più stringenti.

Dal confronto emerge che molti interventi non sono mai stati completati, che vi sono 34 condomini insolventi su 168, che mancano conformità diffuse negli appartamenti e che non esiste un sistema di allarme antincendio sulle scale, obbligatorio per legge.

“Il Comune e Lodi – continua Fabbri – concordano sulla necessità di tutelare le famiglie e di procedere con un cronoprogramma condiviso”.

Il 19 marzo 2024 viene effettuato dai Vigili del Fuoco un nuovo sopralluogo. Vengono rilevate le note criticità. “I Vigili del Fuoco – riposta il primo cittadino – ribadiscono che la sicurezza degli occupanti non garantita in caso di incendio”.

Nel corso del 2024 avviene il cambio dell’amministratore di condominio per il Grattacielo.

L’11 luglio 2024 viene convocato in Prefettura un incontro che vede la partecipazione dei Vigili del Fuoco, dell’amministrazione comunale e dell’amministratore di condominio, finalizzata a fare il punto sulla grave situazione di sicurezza del Grattacielo.

In questa sede i Vigili del Fuoco, sulla base delle relazioni tecniche già redatte, evidenziano la necessità di interventi urgenti e della predisposizione di un piano di intervento immediato, affiancato da misure gestionali temporanee per ridurre il rischio.

L’amministratore segnala le difficoltà operative ed economiche dovute alla morosità dei condòmini e alla resistenza di parte degli occupanti, mentre l’amministrazione comunale manifesta la disponibilità alla valutazione di un intervento per l’installazione di porte REI e rilevatori di fumo nei 34 appartamenti che al momento ne sono privi.

“Lodi – afferma Fabbri – chiede di prevedere urgentemente un incontro con la Prefettura per sollecitare un tempestivo intervento viste le gravità presenti nel condominio. Concorda inoltre con l’amministratore di condominio la necessità di un’azione di bonifica sull’intera struttura per mettere a norma l’edificio, evidenziando però problematiche di dislocazione temporanea dei condòmini”.

Il 12 luglio 2024, il giorno seguente, Lodi partecipa anche all’assemblea di condominio del Grattacielo, convocata presso la Cna, alla presenza dell’amministratore, dei tecnici incaricati e di numerosi condòmini.

Nel corso dell’incontro vengono illustrati gli esiti dei recenti sopralluoghi dei Vigili del Fuoco e ribadita la gravità delle criticità antincendio ancora presenti nell’edificio. Viene dato atto che le opere sulle parti comuni risultano in larga parte completate, mentre permangono gravi inadempienze sulle parti private, in particolare per quanto riguarda l’installazione di porte REI e di dispositivi di sicurezza all’interno di circa 34 appartamenti.

Si evidenzia inoltre una situazione di morosità diffusa, che impedisce il completamento degli interventi e compromette la sicurezza complessiva dello stabile. Nel corso dell’assemblea l’assessore Lodi conferma la disponibilità dell’amministrazione comunale a valutare un intervento diretto sugli alloggi di proprietà pubblica e a supportare, nei limiti consentiti dalla legge, l’installazione dei dispositivi antincendio mancanti, “ribadendo tuttavia che il Comune non può sostituirsi ai proprietari privati nelle loro responsabilità”.

Viene infine richiamata la necessità di un’azione immediata e coordinata per evitare conseguenze gravi, sia sul piano della sicurezza sia su quello della tenuta complessiva del condominio.

Il 7 aprile 2025 viene convocato il Comitato di ordine e sicurezza pubblico a cui partecipano il prefetto, l’assessore alla sicurezza Cristina Coletti, il questore, il comandante dei carabinieri, il comandante della Guardia di Finanza e il comandante dei Vigili del Fuoco per discutere, tra i vari punti, anche uno sulla situazione del Grattacielo.

Il prefetto richiama esplicitamente le problematiche di incendio e le criticità già segnalate dai Vigili del Fuoco, evidenziando che alcuni interventi minimi richiesti non risultano ancora risolutivi.

“Emergono con maggiore forza anche i profili sociali e di ordine pubblico – sottolinea Fabbri -: morosità diffusa, assenza di bilanci condominiali approvati, difficoltà nell’identificazione degli occupanti, presenza di occupazioni abusive”.

Le forze di polizia sottolineano la necessità di uno screening degli occupanti e non escludono, in prospettiva, misure drastiche, inclusa l’ipotesi di chiusura dell’intero stabile, se le condizioni di sicurezza non verranno ripristinate.

Il 19 maggio 2025 partono i lavori antincendio da parte del Comune per modificare i raggi di curvatura in via Felisatti, al fine di consentire il corretto transito dei Vigili del Fuoco in caso di incendio.

Il 15 luglio 2025 il Comune acquista l’immobile di via Felisatti 3A/D, mentre il 28 luglio 2025 acquista anche gli immobili di viale Cavour 189–191, entrambi ai piedi del Grattacielo.

L’11 gennaio 2026, alle ore 2:30, alle ore 02:30 scoppia un incendio nel vano contatori della Torre B.

Il resto è storia dei giorni nostri.

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