Politica
22 Gennaio 2026
Il sindaco: "Per anni il condominio ha avuto tutto il tempo per adeguarsi alle normative, ma questo purtroppo non è avvenuto, nonostante i richiami delle istituzioni"

Grattacielo, tutti fuori. Fabbri: “Una scelta difficile ma di responsabilità”

di Pietro Perelli | 3 min

Leggi anche

Zamorani attacca il Pd: “Privilegiano la propria immagine rispetto alla solidarietà agli iraniani”

"Mai e poi mai il Pd di Sateriale, Monantanari e Cavallini ma anche quello di Tagliani e Modonesi si sarebbe comportato così". A lanciare l'attacco al Partito Democratico di Ferrara è Mauro Zamorani di Pluralismo e Dissenso che "mai e poi mai", le figure precedentemente citate, "avrebbero privilegiato l’affermazione della propria immagine e identità rispetto alla solidarietà con gli iraniani"

“Una scelta difficile ma di responsabilità”. Definisce così il sindaco di Ferrara Alan Fabbri la firma posta sulle due ordinanze che definiscono l’inagibilità della Torre A e della Torre C del Grattacielo di Ferrara e il divieto immediato di accesso e di permanenza negli appartamenti. Insieme al sindaco, alla conferenza stampa per annunciare la decisione, erano presenti anche il vicesindaco Alessandro Balboni, l’assessora Cristina Coletti e il direttore generale Sandro Mazzatorta. Con loro, ad assistere, anche alcuni esponenti dell’opposizione: Fabio Anselmo (Civica Anselmo), Davide Nanni, Anna Chiappini e Matteo Proto (Pd).

Una decisione che arriva a seguito dell’incendio nella Torre B di domenica 11 gennaio e di “una puntuale relazione dei Vigili del Fuoco” nella quale vengono evidenziate criticità già espresse anche da precedenti amministrazioni. “A salvaguardia della pubblica e privata incolumità – Fabbri legge un punto che ritiene fondamentale della relazione – si ritiene pertanto necessario che siano adottati, da chi di competenza, provvedimenti volti alla sospensione dell’attività sino ad avvenuto adeguamento delle condizioni di sicurezza rispetto alle norme antincendio”.

Fabbri e la sua amministrazione non ritengono “ci siano più le condizioni che possono garantire la permanenza” di oltre 210 persone nella Torre B e circa 50 nella Torre C. Lo ritiene anche un modo per “liberare le persone dall’insicurezza” di vivere in un grattacielo senza le necessarie garanzie di sicurezza.

L’ordinanza prevede che saranno staccate tutte le utenze (acqua, luce e gas) e l’esecuzione di tutte le opere di messa in sicurezza del fabbricato entro 30 giorni dalla notifica dell’ordinanza che è avvenuta il 22 gennaio. Oggi il costo degli interventi sarebbe, secondo i dati dati dal sindaco, tra gli 800mila e il milioni di euro per ciascuna torre.

Una scelta “doverosa” per il sindaco che annuncia, pur senza dettagliarli, aiuti “per chi ha delle fragilità” da parte dei servizi sociali del Comune. Cercheranno, tra le altre cose, “di aiutarli a trovare sistemazioni per chi dovesse avere problemi”.

Oggi per Fabbri si mette la parola fine “a una questione annosa di questo territorio” con una “struttura obsoleta” costruita nel 1958 sulla quale espresse dubbi, ricorda, Giorgio Bassani allora presidente di Italia Nostra.

Una questione che il primo cittadino considera “legata all’incuria dell’essere umano che abita lì” e attacca alcuni proprietari che “non pagano attraverso le proprie risorse ciò che può dare sicurezza alle persone che ci abitano”. Non si riferisce a spese ordinarie ma di “spese straordinarie che non sono mai state fatte” con ogni torre che avrebbe anche “debiti importanti” per “svariate centinaia di migliaia di euro di lavori non pagati alle aziende che li hanno fatti”.

“Per anni – prosegue Fabbri – il condominio ha avuto tutto il tempo per adeguarsi alle normative, ma questo purtroppo non è avvenuto, nonostante i richiami delle istituzioni. Le morosità accumulate e i lavori necessari per l’adeguamento degli impianti ammontano a milioni di euro e difficilmente potranno essere risolti nei 30 giorni previsti dall’ordinanza. Né il Comune può farsene carico, perché si tratta, è il caso di ribadirlo, di un condominio privato”.

“Un futuro per il Grattacielo, così come lo abbiamo conosciuto fino ad oggi, non c’è – conclude -. Questa scelta, seppur difficile, è necessaria, e segna l’avvio di una fase nuova: non solo la gestione di un’emergenza, ma l’apertura di un nuovo percorso di rigenerazione urbana e sociale per immaginare e costruire un futuro diverso per quest’area della città. Un percorso che dev’essere affrontato con visione di lungo periodo, responsabilità e lungimiranza, mettendo al centro la sicurezza, la dignità dell’abitare e la qualità urbana”.

Grazie per aver letto questo articolo...

Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.

 

OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:

Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com