Cronaca
20 Gennaio 2026
La difesa: “Dopo dieci anni viene posta la parola fine ad una vicenda umana, prima ancora che processuale”

Tentata concussione. Assolti anche in appello i cardiologi Ferrari e Guardigli

di Redazione | 2 min

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La Corte d’Appello di Bologna ha confermato la sentenza di primo grado e ha assolto perché il fatto non sussiste il 75enne Roberto Ferrari e il 66enne Gabriele Guardigli, rispettivamente ex primario e attuale primario della Cardiologia dell’ospedale Sant’Anna di Cona.

Inizialmente accusati di tentata concussione, nel luglio 2023, i due medici (difesi dagli avvocati Marco Linguerri, Marcello Elia e Gianluigi Lebro) erano stati assolti – in primo grado – con formula piena dal collegio del tribunale di Ferrara, nonostante la Procura avesse chiesto per entrambi quattro anni di condanna.

I due erano finiti a processo per fatti risalenti al 2016, quando – secondo la ricostruzione degli inquirenti – avevano fatto presunte pressioni nei confronti di due medici per non accettare i posti in Cardiologia al Sant’Anna, per i quali si stavano scorrendo le graduatorie formate nel 2010.

Principale prova della presunta tentata concussione era la registrazione vocale che uno dei due medici, Chiara Carrescia, parte civile nel procedimento assistita dagli avvocati Fabio Anselmo e Silvia Galeone, fece quando incontrò Ferrari e Guardigli per discutere della questione.

Nonostante le gravi accuse con cui erano stati rinviati a giudizio, i due imputati, sentiti durante le udienze del processo di primo grado, si erano comunque sempre professati innocenti, negando ogni addebito contestato dagli uffici di via Mentessi nei loro confronti e spiegando la loro versione dei fatti, con Ferrari che, a proposito delle presunte pressioni fatte a Carrescia per non accettare il posto, disse che nessuno avrebbe avuto il potere di non assumerla.

Dopo l’assoluzione perché il fatto non sussiste, la pm Isabella Cavallari e la parte civile avevano fatto appello, chiedendo di rinnovare l’istruttoria dibattimentale.

Ora i giudici di seconda istanza confermano l’esito del primo grado e condannano la parte civile alle spese processuali.

“Dopo dieci anni – commenta il collegio difensivo – viene posta la parola fine ad una vicenda umana, prima ancora che processuale, e ribadita l’innocenza dei vertici della Cardiologia di Ferrara”.

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