Torna in carcere l’infermiere accusato di omicidio e maltrattamenti sui pazienti
Torna in carcere Matteo Nocera, l'infermiere di 44 anni accusato dell'omicidio volontario pluriaggravato di Antonio Rivola
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Maxi-sequestro per la Squadra Mobile e la PolStrada della Questura di Ferrara che, nella giornata di mercoledì 15 luglio, hanno rinvenuto un ingente quantitativo di materiale utilizzato per la produzione, il confezionamento e la verosimile vendita di steroidi e sostanze dopanti
Non ce l'ha fatta Yasir Nadeem, l'operaio di 38 anni di nazionalità pakistana rimasto gravemente ferito nella mattinata di giovedì 16 luglio in un incidente sul lavoro avvenuto all'interno della Valli Estensi Srl di Masi Torello
Alleanza Verdi Sinistra e Possibile Ferrara intervengono sul drammatico incidente avvenuto il 16 luglio, a Masi Torello, dove un operaio di 38 anni è precipitato dal tetto di un capannone da un'altezza di otto metri e ha perso la vita dopo ore di agonia
I sanitari sostengono il ricorso promosso da Physicians for Human Rights Israel per quattordici professionisti e ribadiscono la neutralità della missione
Avrebbero falsificato, attraverso un commercialista compiacente, le dichiarazioni dei redditi tra il 2017 e il 2018 per ottenere il permesso di soggiorno. Sono finiti a processo, per falso materiale o ideologico a seconda dei casi, 11 cittadini stranieri residenti tra Argenta, Comacchio e Portomaggiore dopo che la Questura di Ferrara, accortasi di alcune anomalie, le ha segnalate alla Guardia di Finanza che ha iniziato le indagini.
Venerdì 5 dicembre, in udienza davanti alla giudice Rosalba Cornacchia, si è tenuta la requisitoria della pm Isabella Cavallari che ha chiesto il non luogo a procedere per due impuntati, 1 anno e 6 mesi per un altro e 1 anno e 4 mesi per i restanti.
Le prime segnalazioni della Questura alla Guardia di Finanza sono arrivate nel 2017, una prima tranche tra giugno e ottobre mentre una seconda a dicembre. Dopo averle esaminate, anche attraverso visure e sopralluoghi, le Fiamme Gialle effettuarono una perquisizione nello studio del commercialista con sede nella provincia di Ravenna che aveva curato le dichiarazioni per le persone imputate nel procedimento.
Nello studio, stando a quanto sostenuto dalla Procura, sarebbe stata trovata documentazione che avvalorerebbe l’ipotesi accusatoria verso le undici persone finite a processo, tra le quali, corre l’obbligo di specifica, non figura il commercialista.
A questa prima attività si affiancano altre perquisizioni nelle abitazioni delle persone coinvolte. Anche in questo caso, sempre stando quanto sostenuto dalla pm, non sarebbe stata trovata documentazione utile ad attestare l’effettivo esercizio dell’attività commerciale dichiarata.
In breve risulterebbero intestatari di partite iva a regime forfettario per attività legate in particolar modo al commercio ambulante o, in alcuni casi, all’edilizia. Attività per le quali si trovano a dichiarare ricavi intorno ai 10mila euro senza però avere fatture che attestino spese.
Soprattutto nel ramo del commercio, ma questo potrebbe valere anche per altre attività, risulterebbe anomala la vendita di beni in assenza di fatture che ne attestino l’acquisto.
Quelli ancora a processo sono solamente alcuni dei casi inizialmente attenzionati. Tra le evidenze portate dalla pm risulterebbe anche l’assenza delle dichiarazioni dei redditi all’Agenzia delle Entrate mentre il documento sarebbe stato presentato solamente in Questura, con lo scopo di ottenere il rinnovo del permesso.
Si torna in aula il 13 febbraio per le arringhe degli avvocati difensori.
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