Ambulanti in piazza, “il mercato non può morire”
Sugli striscioni esposti dagli oltre sessanta operatori partecipanti si leggeva: “Lavorare è un diritto”, “350 lavoratori sospesi”, “Il mercato non può morire” e “Il mercato cuore della città”
Sugli striscioni esposti dagli oltre sessanta operatori partecipanti si leggeva: “Lavorare è un diritto”, “350 lavoratori sospesi”, “Il mercato non può morire” e “Il mercato cuore della città”
Quasi un anno di agonia dopo una violenta aggressione domestica, poi il buio. Se n'è andato così un 83enne ferrarese, gravemente ferito dopo le botte rifilategli dal nipote che, inizialmente accusato di lesioni personali aggravate, ora rischia l'imputazione per omicidio, verosimilmente preterintenzionale
La Procura di Ferrara ha formulato richiesta di rinvio a giudizio per 124 pazienti no vax delle dottoresse Chiara Compagno e Marcella Gennari, anche loro - così come quest'ultime due - coinvolti nell'inchiesta relative ai finti vaccini contro il Covid-19 per ottenere il Green Pass
Si va verso una richiesta di archiviazione per la morte del 36enne di nazionalità nigeriana che, durante la serata del 9 settembre 2022, intorno alle 18.30, era morto dopo aver accusato un malore improvviso in via delle Canove, vicino alla Coop di Argenta, mentre stava andando a lavorare in sella alla propria bicicletta
Prefetture, Ispra ed enti locali avviano una strategia condivisa e strutturale per contrastare la grave erosione costiera tra Lido di Spina e Foce Reno, che minaccia ambiente, infrastrutture e centri abitati
Si è chiusa con un patteggiamento a due anni – con pena sospesa – la vicenda giudiziaria a carico della 55enne Chiara Compagno, una delle due dottoresse – l’altra è la 67enne Marcella Gennari – finite a processo con le accuse, a vario titolo, di falso, truffa ai danni dello Stato, corruzione e peculato nell’inchiesta Red Pass coordinata dalla Procura di Ferrara e relativa alle finte vaccinazioni contro il Covid-19 per poter far ottenere ai loro pazienti il Green pass.
La decisione è arrivata nella tarda mattinata di giovedì 4 dicembre, quando la difesa della dottoressa – avvocati Marco Linguerri e Carlo Taormina – ha riproposto la richiesta di patteggiamento che già era stata avanzata, e poi respinta, in fase di indagini preliminari.
Dopo oltre un’ora di camera di consiglio, il collegio del tribunale di Ferrara ha accolto l’istanza, nonostante il mancato consenso del pm Ciro Alberto Savino, riconoscendo le attenuanti generiche e disponendo il pagamento di 688 euro per le spese a favore dell’Ausl, parte civile nel procedimento. Per Compagno è stata inoltre disposta l’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni e il divieto di contrarre rapporti con la pubblica amministrazione per lo stesso periodo.
Soddisfazione arriva dalla difesa della dottoressa, che – dopo la sentenza – commenta così il risultato ottenuto. “Siamo molto soddisfatti, posto che questa soluzione – afferma l’avvocato Marco Linguerri – era stata da noi auspicata fin dalla fase delle indagini e formalizzata per la prima volta nel corso dell’udienza preliminare. Il tribunale di Ferrara, con la sentenza di oggi, ha riconosciuto la fondatezza delle richieste difensive, riconoscendo alla dottoressa Compagno tutte le attenuanti da tempo invocate che, ritengo, possano e debbano finalmente consentire la ricollocazione di quegli eventi in un contesto più obiettivo e adeguato rispetto al quadro accusatorio tratteggiato dalla pubblica accusa”.
Così invece l’avvocato Carlo Taormina: “Si è conclusa sul nascere la posizione giudiziaria della dottoressa Chiara Compagno, accusata di non aver voluto vaccinare persone che, per le loro condizioni di salute, rischiassero quegli effetti avversi che la scienza medica e la ricerca scientifica avrebbero poi messo in evidenza, dovuti alla inoculazione del farmaco. Respingendo la richiesta del pubblico ministero, il tribunale di Ferrara ha riconosciuto la buona fede della professionista riservandole un trattamento che potrà approdare alla estinzione di tutti i reati contestati”.
“La dottoressa Compagno, rispetto alle certificazioni rilasciate in occasione delle vaccinazioni, si è difesa nel processo, richiamandosi alla sua prerogativa di medico – prosegue Taormina – sancita anche dalla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo di stabilire se vi fosse o meno compatibilità e allegando lo stato di necessità di evitare pericoli per integrità dei pazienti. Il tribunale si è mosso anche all’insegna dei recenti casi giudiziari nei quali finalmente la magistratura, superando il macigno del Green Pass, che aveva di fatto introdotto la vaccinazione obbligatoria, ha assolto medici imputati di false certificazioni e ha ordinato la riassunzione in servizio di lavoratori che sulla base di quelle certificazioni erano stati licenziati”.
Resta invece a processo la 67enne Marcella Gennari, assistita dall’avvocato Alessandro Valenti. Con lei, nelle carte dell’indagine, c’era finita anche la figlia Francesca Ferretti, che – in udienza preliminare – aveva patteggiato un anno, undici mesi e venticinque giorni di pena.
Quattro le accuse con cui la Procura aveva portato Compagno e Gennari a processo. Il reato di peculato, secondo gli inquirenti, era stato commesso quando le due donne, una volta in possesso del vaccino fornito dall’Usl, lo avevano buttato via invece di iniettarlo ai pazienti. Invece, per ciò che riguarda la corruzione, secondo il castello accusatorio, le dottoresse avevano intascato denaro dai pazienti (20 o 50 euro a seconda dei casi) per fingere l’inoculazione del vaccino e far loro ottenere un Green Pass a fronte dell’attestazione di una dose mai somministrata.
L’accusa di truffa ai danni dello Stato riguardava poi i rimborsi previsti dall’Azienda Usl per i medici di base che eseguivano le vaccinazioni anti-Covid che, quindi, sarebbero stati percepiti indebitamente dalle dottoresse avendo loro attestato in maniera falsa di aver vaccinato i loro pazienti. Infine, il reato di falso si rifaceva al fatto che le professioniste avrebbero dichiarato inoculazioni, falsi tamponi o esenzioni fasulle, tutte attestazioni per poter riuscire a emettere il Green Pass.
La prossima udienza del processo in cui l’unica imputata ora è Marcella Gennari è fissata per il 29 maggio.
Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.
OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:
Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com