Cronaca
14 Ottobre 2025
Slitta l'ok del giudice al programma per la messa alla prova chiesta dalla difesa di Luca Stradiotto

Broker assicurativo accusato di truffa, disposti altri accertamenti patrimoniali

di Davide Soattin | 2 min

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Slitta l’ok del giudice al programma per la messa alla prova chiesta dalla difesa di Luca Stradiotto, il 41enne broker assicurativo per cui la Procura di Ferrara ha emesso un decreto di citazione a giudizio con l’accusa di truffa nei confronti di clienti che all’epoca curava per conto delle Assicurazioni Generali, compagnia per cui non lavora più dal 2020.

Ieri mattina, lunedì 13 ottobre, il giudice Giuseppe Palasciano ha rinviato la propria decisione a dicembre, dopo aver disposto ulteriori accertamenti patrimoniali sull’imputato, come già era accaduto durante la scorsa udienza. Lo scopo è verificare che quanto offerto come risarcimento alle parti civili sia effettivamente compatibile con la reale disponibilità economica, considerato che, secondo le parti civili, l’imputato mostrerebbe un tenore di vita eccessivo e ostentato rispetto ai redditi dichiarati e alla somma proposta, necessaria per poter accedere alla messa alla prova.

Secondo l’accusa sostenuta dal pm Stefano Longhi, il sostituto procuratore che ha coordinato le indagini della Guardia di Finanza di Ferrara, Stradiotto avrebbe convinto i clienti a sottoscrivere polizze mai richieste o comunque di contenuto diverso da quello previsto. In questo modo – sempre secondo la ricostruzione avanzata dagli inquirenti – il professionista, oltre a guadagnare in provvigioni per la stipula dei relativi contratti, avrebbe tratto profitto anche dalle provvigioni che l’assicurazione garantiva per le alte performance di realizzazione degli obiettivi aziendali.

Era stata la stessa agenzia ad avvisare via pec i propri clienti, dopo i fatti evidenziati dall’Auditing della direzione generale della compagnia assicurativa, il cui servizio ispettivo era culminato nel 2020 con “la sospensione e poi all’allontanamento per giusta causa – precisava la stessa agenzia -, anticipato di poche ore dalle (ovvie) dimissioni volontarie del soggetto”. Alla luce di quei comportamenti l’organo di vigilanza del settore assicurativo, l’Ivass, sezione Intermediari Registro Unico Rui, aveva comminato a Stradiotto la sanzione della censura. E questo per irregolarità relative a “conclusione di polizze non conformi alle richieste ed esigenze dei contraenti” e “mancato rispetto delle regole di informativa precontrattuale“.

In tutto sono cinque le persone offese nel procedimento, assistite dagli avvocati Salvatore Mirabile e Marcello Vescovi, tra cui Giancarlo Bechicchi, agente generale dell’agenzia Generali di via Baluardi. Si sono tutte costituite parte civile insieme al Codacons che è assistito dall’avvocato Beatrice Capri.

Il processo tornerà in aula il 9 dicembre.

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