Riva del Po
11 Ottobre 2025
Alla mamma che soffocò il figlioletto di un anno sono stati inflitti altri sei mesi per danneggiamento e violenza a pubblico ufficiale. Il fatto avvenne a Berra lo scorso giugno

Tagliò il braccialetto elettronico e aggredì i carabinieri, altra condanna per Amanda Guidi

di Davide Soattin | 2 min

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Una versione dei fatti diametralmente opposta a quella sostenuta dall'accusa. È quella fornita ieri (venerdì 10 luglio) in aula da una donna, sentita come testimone nel processo a carico di un cittadino nigeriano di 37 anni, accusato di lesioni personali e stalking nei confronti dell'avvocato Gianluca Bonazza, candidato sindaco per Fratelli d'Italia alle elezioni comunali di Lagosanto nel 2024, e della moglie

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Berra. Arriva un’altra sentenza di condanna – questa in primo grado di giudizio – per Amanda Guidi, la 32enne ferrarese già condannata in Appello a 14 anni e 8 mesi di carcere per aver soffocato il figlioletto di appena un anno che dormiva insieme a lei.

Durante la mattinata di ieri infatti, venerdì 10 ottobre, il giudice del tribunale di Ferrara le ha inflitto sei mesi di pena in abbreviato per danneggiamento del braccialetto elettronico e dell’auto dei carabinieri e violenza a pubblico ufficiale, riformulando – per quest’ultimo capo di imputazione, come chiesto dalla difesa – l’iniziale accusa di resistenza.

Il processo in questione prende le mosse da quanto accadde durante la nottata tra il 24 e il 25 giugno scorso.

Quella sera, insofferente alla misura cautelare del braccialetto elettronico che le era stato applicato alla caviglia per impedirle l’avvicinamento all’ex fidanzato, che l’aveva denunciata per stalking e lesioni, era riuscita a trovare il modo di tagliare il dispositivo.

Peccato però che immediatamente, oltre all’allarme della centrale operativa dei carabinieri di Copparo, arrivati con una pattuglia nel bed and breakfast di Berra in cui abitava da qualche tempo, per lei erano scattate anche le manette.

Quando i carabinieri erano arrivati, infatti, l’avevano trovata in mezzo alla strada in preda a un forte stato di agitazione e – nonostante i tentativi di riportarla alla calma – erano stati aggrediti dalla donna, che  – mentre continuava a dire di voler tornare in carcere – aveva anche colpito la pattuglia di servizio.

Una volta tranquillizzata e poi assicurata alle cure dei sanitari del 118, gli operatori del 112 l’avevano poi arrestata.

Davanti al gup del tribunale di Ferrara, durante l’udienza di convalida dell’arresto, Guidi – difesa dagli avvocati Marcello Rambaldi e Alessio Lambertini – aveva giustificato l’accaduto con uno scatto d’ira, negando la volontà di fare resistenza nei confronti dei carabinieri.

Tra l’altro, proprio nelle ore successive al fatto le era stato notificato il decreto di revoca del braccialetto elettronico.

Per la vicenda legata allo stalking e alle lesioni nei confronti dell’ex compagno, la prossima udienza del processo è fissata per il 4 novembre, mentre venerdì 17 ottobre è in programma l’udienza in Cassazione per il procedimento relativo all’omicidio del figlioletto.

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