Comacchio
17 Giugno 2025
La Procura non farà l'autopsia sul corpo del 16enne Aymane Ed Dafali. Al momento gli inquirenti non hanno ravvisato alcun profilo di responsabilità penale per nessuna delle persone coinvolte nella vicenda

Annegato da eroe. “Ha sovrastimato le proprie capacità natatorie”

di Davide Soattin | 3 min

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Non ci sarà nessuna autopsia sul corpo di Aymane Ed Dafali, il 16enne di nazionalità marocchina che – sabato (14 giugno) scorso a Lido degli Estensi – è morto annegato nel tentativo di salvare la vita a una coppia di bagnanti in difficoltà nelle vicinanze del canale Logonovo.

Il pm di turno Stefano Longhi della Procura di Ferrara ha infatti ritenuto non necessario svolgere gli accertamenti medico legali, dal momento che non ci sono più di tanti dubbi sul fatto che l’annegamento del giovane sia avvenuto per una sovrastima delle proprie capacità natatorie.

In uno slancio di grande generosità infatti, senza stare più di tanto a pensare a quali sarebbero potute essere le conseguenze del proprio gesto, il giovane ha provato a salvare i due bagnanti, tuffandosi dal pedalò, ma l’acqua lo ha purtroppo inghiottito senza lasciargli scampo.

Gli stessi amici – sentiti subito dopo la tragedia – avevano riferito che Aymane andava al mare, era in grado di galleggiare ma non era un grande nuotatore.

Gli inquirenti comunque, nelle prossime ore, continueranno a effettuare le verifiche necessarie, anche se – al momento – per nessuna delle persone coinvolte nella vicenda sono stati ravvisati profili di responsabilità penale.

Il tragico fatto è avvenuto poco dopo le 18, nelle vicinanze di un tratto di spiaggia libera adiacente al Canale Logonovo. Lì, il giovane aveva deciso di trascorrere una giornata di sole e di mare in compagnia di altri tre amici con cui si stava svagando in acqua a bordo di un pedalò.

A un tratto però il gruppo ha notato in acqua una coppia che si stava sbracciando per chiedere aiuto. I due infatti, forse sospinti dalla corrente, non riuscivano più a tornare a riva, finendo in un tratto di mare sprovvisto di servizio di salvataggio, dato il divieto di balneazione.

Il 16enne si è quindi istintivamente tuffato in acqua con un vero e proprio gesto eroico nel tentativo di soccorrere i due bagnanti.

Contemporaneamente, allertato dalle grida di aiuto dei due, è anche intervenuto – a bordo di un pattino – il bagnino in servizio nello stabilimento balneare più vicino. In pochi minuti la coppia in difficoltà è stata tratta in salvo, mentre i tre rimasti sul pedalò hanno perso di vista il loro amico.

Altri bagnini sono quindi intervenuti in aiuto per cercarlo e dopo un po’ lo hanno recuperato esanime, portandolo poi sulla battigia. I sanitari del 118 hanno tentato il tutto per tutto per salvargli la vita, ma purtroppo le manovre di rianimazione non hanno portato all’esito sperato.

Una volta trasportati a riva, i due bagnanti – un ragazzo e una ragazza tra i 20 e i 30 anni dell’Est Europa – sarebbero andati via, probabilmente ignari di quanto accaduto. “Io li ho riportati nell’acqua dove toccavano – ha detto Moreno Uggeri, l’operatore di salvataggio che si è tuffato in mare per i recuperi, all’Ansa -. Poi sono immediatamente tornato in acqua perché era stata segnalata la presenza di una terza persona sotto”. Una volta conclusa l’operazione, finita in modo tragico per Aymane, dei due turisti non c’era però più traccia.

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