Cronaca
14 Giugno 2025
Sono sette gli imputati finiti alla sbarra, dopo che le posizioni di altri otto sono state stralciate poiché irreperibili. L'accusa è di detenzione e cessione di dosi di eroina, cocaina e marijuana

Spaccio in Gad. Prosegue il processo ai ‘vip’ della mafia nigeriana

di Davide Soattin | 3 min

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È tornato in aula ieri (venerdì 13 giugno) mattina il processo a sette persone di nazionalità nigeriana a cui la Procura di Ferrara contesta oltre duecentodieci episodi di detenzione, compravendita e spaccio di decine e decine di dosi di eroina, cocaina e marijuana.

Uno dei rinviati a giudizio era già noto alle cronache locali perché finì nelle carte dell’inchiesta che portò a smantellare il cult dei Vikings/Arobaga. Si tratta del 38enne Abubakar “Chako” Shaka, boss del clan che dominava sulla Gad, condannato in via definitiva a 11 anni di carcere per la mafia nigeriana. Imputati inizialmente erano anche i due fratelli Isaac e Stephen Oboh, entrambi membri di spicco del clan rivale degli Eiye, col secondo che fu vittima del terribile agguato col machete avvenuto in via Olimpia Morata, il 30 luglio 2018.

La posizione di questi ultimi due però – al pari di quella di altri sei per cui era stato inizialmente chiesto il rinvio a giudizio – è stata stralciata poiché dichiarati irreperibili.

A processo c’è invece al 51enne Victor Chukujewku Obileme, anche lui già noto alle vicende locali, dopo che – in un altro procedimento – è stato rinviato a giudizio con l’accusa di omicidio volontario aggravato e trasporto di sostanze stupefacenti nel procedimento per la morte del 33enne Solomon Okocha che, a marzo 2022, lungo la Strada Statale 16, nei pressi di Monestirolo, fu trovato senza vita lungo il ciglio della strada, dopo che uno degli ovuli di eroina che stava trasportando nello stomaco si ruppe, portandolo a una fine atroce.

Stando al capo di imputazione iniziale, la Procura contestava a tutti e quindici gli indagati (reperibili e non) oltre duecentodieci episodi di detenzione, compravendita e spaccio di decine e decine di dosi di eroina, cocaina e marijuana che, tra maggio e giugno 2019, avrebbero rivenduto ad assuntori in città, incassando centinaia di euro, mentre per Isaac Oboh e altri due – anche loro dichiarati irreperibili – si aggiungeva anche l’accusa per aver messo a segno due rapine ai danni di due persone differenti, entrambe nella stessa serata, quella del 24 settembre 2018, all’interno del circolo privato D-Verso di via Modena.

Nella prima circostanza, a farne le spese fu Felix Tuesday – anche lui membro dei Vikings/Arobaga, condannato in via definitiva a 9 anni, 3 mesi e 20 giorni per mafia – che, aggredito con un coltello, bottiglie di vetro, calci e pugni, fu derubato di 100 euro che teneva nella tasca dei pantaloni. La seconda vittima, invece, fu il proprietario del locale Igben Desmond, che fu rapinato in maniera violenta di 2.100 euro che, in quel momento, custodiva nella cassa del circolo privato. Rapine che – qualora saranno rintracciati i presunti responsabili – saranno probabilmente trattate in un altro procedimento connesso.

Decisive per ricostruire il quadro accusatorio furono le indagini dei carabinieri che, attraverso gli accertamenti effettuati, tra cui l’analisi di tabulati telefonici e l’ascolto di intercettazioni telefoniche, riuscirono a incastrare i quindici accusati. A tal proposito ieri è stato conferito l’incarico a un perito fonico proprio per la trascrizione delle intercettazioni finite al centro dell’inchiesta, che dovrà mettere nero su bianco i contenuti di quelle telefonate ritenute di interesse investigativo.

Il processo tornerà in aula il 7 novembre.

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