Contro il Mezzolara “una partita importante che giocheremo con serenità”
Le parole di Carmine Parlato alla vigilia della sfida al vertice tra Ars et Labor e Mezzolare che si giocherà domani al Mazza
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"Ma quale Nobel per la Pace" – hanno attaccato gli attivisti di Rete Pace da piazza Municipale – Donald Trump, con l’attacco congiunto a Israele in Iran “è il responsabile della morte di oltre 150 bambini”
Associazione mafiosa finalizzata alle estorsioni e detenzione e porto abusivo di armi. Sono i reati per i quali un 46enne originario della Campania, domiciliato nel Ferrarese, è stato arrestato
Oltre 55 grammi di hashish sono stati sequestrati mercoledì pomeriggio nei pressi di piazza Toti, nel quartiere Giardino a Ferrara, al termine di un intervento avviato grazie alla segnalazione di un cittadino
L’avvocato Alessandro Misiani sarà il nuovo amministratore unico dell’Asp – Centro Servizi alla Persona. L'avvocato è stato nominato dall'assemblea dei soci composta da sindaci e assessori di Ferrara, Voghiera e Masi Torello
Le avevano fatto credere – dall’altra parte della cornetta – che il figlio fosse in una situazione di pericolo, ma lei non aveva abboccato. Dopo essersi sincerata che il proprio caro stesse bene, infatti, aveva respinto quel tentativo di truffa telefonica, agganciando e lasciando a bocca asciutta chi stava cercando di raggirarla.
È la testimonianza di una donna, sentita ieri (martedì 22 aprile) – davanti alla giudice Rosalba Cornacchia del tribunale di Ferrara – come testimone nel processo che attualmente vede alla sbarra tre persone, un 45enne e una 39enne di Napoli e un 44enne di Carpi, con l’accusa di truffa in concorso.
A loro, la Procura di Ferrara contesta sette episodi avvenuti tra settembre e novembre 2019 principalmente ai danni di anziane 80enni.
Il modus operandi – secondo la ricostruzione avanzata dagli inquirenti – prevedeva che uno dei due uomini telefonasse alla vittima, presentandosi come ufficiale dei carabinieri o avvocato, facendole credere che un familiare fosse in una situazione di pericolo o fosse stato fermato e portato in caserma a seguito di un incidente stradale. E che per farlo liberare era necessario pagare una “cauzione”. A quel punto il complice si presentava all’indirizzo dell’anziana per riscuotere. Per muoversi utilizzava un’auto presa a noleggio dalla terza imputata.
In un primo caso riuscirono a convincere una signora a consegnare 800 euro in contanti, un bracciale e due collane d’oro. In altri casi convinsero la vittima di turno a dar lor 4500 euro, poi 2600, 3700, 500 euro e due bracciali in oro, ancora 3700.
Il processo tornerà in aula il 16 settembre.
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