Naomo, scatta l’ora X
Nicola Lodi detto Naomo da oggi può tornare a occuparsi di politica. I 18 mesi di sospensione da ogni carica amministrativa dovuta alla legge Severino sono terminati
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Con l’avvio della stagione turistica ai Lidi, arriva il potenziamento dell’assistenza sanitaria sul litorale di Comacchio per tutto il periodo estivo, così da rispondere ai bisogni di salute di chi sceglie per le proprie vacanze i Lidi di Comacchio, per chi ci vive e ci lavora
Arriva a Lido di Spina il 3 e 4 luglio il Beauty Summer Tour 2026, il nuovo progetto itinerante di Coop Alleanza 3.0 che porta “La bellezza di essere me” fuori dai negozi e direttamente nei luoghi dell’estate
I Cpr come "sinonimo di disumanità e morte dei diritti". Di questo si è parlato martedì 17 giugno, durante la seconda serata della sedicesima edizione degli Emergency Days che si è aperta con un incontro pubblico che volge lo sguardo alle mille ombre dei cosiddetti Cpr
Marco Fabbri, ex sindaco di Comacchio ed ex consigliere regionale nelle fila del Pd, risponde a al segretario dem di Comacchio Michele Farinelli e al suo intervento sulla sconfitta della coalizione di centrosinistra alle ultime Comunali
Rischio di infiltrazioni mafiose di stampo prevalentemente ‘ndranghetista per la provincia di Ferrara.
È quanto evidenzia la Procura Generale di Bologna che accende i riflettori sulla zona del litorale adriatico che – al pari dei territori di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, rappresenta per la criminalità organizzata una “preziosa opportunità di investimento“.
L’avvertimento della magistratura emerge dalla relazione per l’inaugurazione dell’anno giudiziario.
In particolare, la “vocazione altamente turistica di tutta l’area, infatti, attrae gli interessi di esponenti criminali capaci di insinuarsi e ‘contaminare’ silenziosamente il tessuto economico legale, attraverso prevalentemente l’acquisizione di esercizi commerciali e strutture ricettive” specifica la Procura.
Secondo i magistrati felsinei, l’attuale scenario è dovuto al ruolo di “testa di ponte” ricoperto dai numerosi soggetti provenienti dal Sud Italia e immigrati da tempo in Emilia Romagna che, mantenendo ben saldi i legami con le terre di
origine, si sono progressivamente trasformati in veri e propri punti di riferimento criminali.
“Questi ultimi – conclude la Procura Generale nella propria analisi – hanno trovato terreno fertile nell’operoso tessuto imprenditoriale emiliano” finendo per radicarsi e diventare “il collante tra le esigenze dei profitti illeciti della criminalità e il costante fabbisogno di risorse da parte di imprenditori/professionisti locali”.
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