Nordio a Ferrara spinge il sì alla riforma della giustizia
L’arrivo in città del ministro della giustizia Carlo Nordio si preannunciava come un momento cruciale per il fronte del sì in vista dell’imminente voto referendario. E di fatto così è stato
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di Giada Magnani
Argenta. Un saluto per dirgli che, a trentacinque anni da quell’efferato l’omicidio per cui lo scorso ottobre è stata condannata a 16 anni l’ex fidanzata Isabella Internò, nei cuori di chi lo ha amato, lui non se n’è mai andato.
È quello che lunedì mattina (13 gennaio) gli ex compagni di squadra tributeranno alla tomba di Denis Bergamini, il 27enne centrocampista del Cosenza ucciso il 18 novembre 1989 lungo la SS106 Jonica a Roseto Capo Spulico.
L’appuntamento è fissato per le 11 a Boccaleone, paese in cui Denis è nato e cresciuto. La giornata inizierà dal campo sportivo del paese da cui, dopo ricordi e discorsi alla memoria, si raggiungerà successivamente il cimitero in cui riposano le spoglie del giovane calciatore per un altro momento di profonda emozione e raccoglimento.
Denis era “un uomo, un atleta dal cuore grande così“, come lo definiscono i tanti, amici e conoscenti. Per Isabella Baroni invece, presidente della consulta di frazione, nonostante siano passati trentacinque anni dalla sua morte, il centrocampista è ancora “un nostro concittadino, un ragazzo che ci fa molto onore, che in questo paese, e non solo, ha lasciato il segno”.
L’iniziativa organizzata lunedì è di natura spontanea, ma sostenuta e apprezzata dalla sorella di Denis, Donata, che in tutti questi lunghi anni ha continuato, con grande fermezza, insieme al papà Domizio, purtroppo morto anni fa, a chiedere e infine riuscire ottenere giustizia per il loro figlio e fratello, grazie soprattutto al lavoro instancabile dell’avvocato Fabio Anselmo.
L’invito a partecipare, aperto a chiunque, è stato indirizzato in primis al sindaco Andrea Baldini, che l’ha girato alla giunta, al consiglio comunale, al mondo dello sport e dell’associazionismo argentano. Ci sarà anche Nicola Fanini, arbitro di moltissimi tornei organizzati a favore della causa portata avanti anche dal sodalizio “Verità per Denis“.
All’appello dovrebbero rispondere presente anche i calciatori Padovano, Simoni, Brunelli, Simeoni, Urban e tanti altri ancora.
“La tragedia di Denis – afferma il primo cittadino – ha sconvolto tutti quelli che gli volevano bene. Il ritrovo al campo, la visita alla sua Boccaleone, e sulla sua tomba, da parte dei suoi ex compagni, di chi ha vissuto con lui, è un bel gesto, che testimonia l’amore di chi con lui ha condiviso tanto. Sono felice per Donata che li accoglie: lei che non ha mai mollato. E anche per loro che han saputo starle vicino”.
Un pensiero particolare viene da Gabriella Azzalli, per la sua storica presenza al fianco dei famigliari, sin dai tempi dell’inaugurazione del nuovo campo sportivo in cui Denis tirava i primi calci al pallone, seguito dal suo primo allenatore, Roberto Cavecchia.
“Bergamini era figlio di questa terra – commenta Azzalli – e la sua sorte sfortunata ha colpito l’intera comunità. La forza di volontà e la sete di giustizia della sua famiglia, e di suo padre prima di tutti, devono rappresentare un esempio per ognuno di noi. L’omaggio che gli viene tributato in questa occasione dai tanti che l’hanno conosciuto rappresenta un legittimo motivo di orgoglio”.
Una sete di giustizia che, nonostante una prima verità arrivata lo scorso ottobre, non si è ancora esaurita, dal momento che la sentenza di condanna per Isabella Internò ha aperto a nuovi importanti scenari della vicenda processuale nata dall’inchiesta per la morte del calciatore.
La Corte di Assise del tribunale di Cosenza infatti, dopo la decisione, ha restituito gli atti alla Procura di Castrovillari per indagare Roberto Internò, cugino di Isabella, per concorso in omicidio volontario.
Il suo nome rientra nelle motivazioni della sentenza di condanna di sua cugina come protagonista di un colloquio acceso con la moglie Michelina Mazzuca del 2 aprile 2019, registrato dalle intercettazioni ambientali. Oggetto della discussione è la deposizione che la donna avrebbe dovuto rendere a processo e che già aveva reso agli inquirenti sulla fine di Bergamini.
È in quel frangente che Mazzuca sbotta e si rivolge al marito con una frase che non lascia spazio a più di tante interpretazioni: “Bergamini dovrebbe farti a pezzi come hai fatto con lui, vigliacco bastardo”.
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