Argenta
9 Gennaio 2025
Si tratta di un farmaco con proprietà ipnotico sedative appartenente alla famiglia delle benzodiazepine

Morti sospette all’ospedale di Argenta. Potrebbe essere stato usato il Midazolam

di Pietro Perelli | 2 min

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Sarebbe il Midazolam il farmaco utilizzato nel caso delle due morti sospette all’ospedale di Argenta per cui è indagato un infermiere 42enne e per cui sono stati portati avanti dalla procura accertamenti su altre 50 persone, tutte tra i 70 e i 90 anni, oggi ancora tutte vive. Appartenente alle benzodiazepine, il Midazolam è un farmaco molto forte, utilizzabile solamente sotto prescrizione medica che ha proprietà ipnotico sedative.

Deve essere somministrato da un medico o da un infermiere dopo essere stato prescritto in terapia e può essere assunto in diverse forme, per via orla e rettale, anche se in gran parte dei casi avviene attraverso soluzione iniettabile. Si tratta di una sostanza che assunta in grandi dosi o in combinazione con altri farmaci potrebbe avere effetti collaterali molto gravi, finanche la morte.

L’infermiere era stato inizialmente iscritto nel registro degli indagati per duplice omicidio volontario aggravato e successivamente la pm Barbara Cavallo aveva avanzato una nuova ipotesi di reato, quella di maltrattamenti aggravati riguardante in particolare gli accertamenti svolti sulle altre 50 persone ancora vive.

Lo scorso novembre erano stati nominati quattro consulenti, tre medici legali e un tossicologo, per effettuare le analisi sugli ospedalizzati. Analisi che si dovrebbero incentrare principalmente sul capello, un indicatore preziosissimo visto che il farmaco pare avere una breve permanenza nel corpo.

Proprio gli esiti degli accertamenti dovrebbero essere necessari per comprendere se ci siano gli estremi per contestare il reato di maltrattamenti aggravati.

Almeno un altro caso di utilizzo del Midazolam in Italia pare essere accertato in un caso a Foggia dove la procura ha indagato un infermiere per 16 morti sospette nell’Hospice di Torremaggiore.

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