Grattacielo. I condomini: “Ci avete gettato sulla strada”
Confronto tra gli abitanti e il dg Sandro Mazzatorta: "La Prefettura ha convocato un tavolo per l'emergenza abitativa"
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A illustrare eventuali prospettive legali ai condomini del Grattacielo, durante la riunione straordinaria di ieri, con un intervento in merito alle possibilità di successo dei ricorsi al Tar è stato l'avvocato Gian Luigi Pieraccini, anche lui seduto in platea fra proprietari e delegati
La trasmissione Mediaset a Lagosanto per l'inchiesta al Centro di Procreazione Medicalmente Assistita del Delta. Il responsabile dell'Unità Operativa Complessa sceglie il silenzio
È approdato davanti al Tribunale amministrativo regionale dell’Emilia-Romagna il ricorso contro l’ordinanza contingibile e urgente con cui il sindaco di Ferrara ha dichiarato l’inagibilità della Torre C del Grattacielo, imponendo lo sgombero immediato degli alloggi
Non le manda a dire Cristian Bertarelli, sindaco di Lagosanto, commentando il servizio televisivo de Le Iene, andato in onda su Italia Uno durante la serata di domenica 1° febbraio, relativamente all'inchiesta giudiziaria sul Centro di Procreazione Medicalmente Assistita dell'ospedale del Delta
Sono tornati in aula ieri (venerdì 29 novembre) gli imputati per il presunto giro di mazzette alla motorizzazione scoperte da un’operazione (Ghost Inspections) della Guardia di Finanza e della Polizia di Stato coordinata dalla Procura di Ferrara. Davanti al gup Danilo Russo, dopo le repliche del sostituto procuratore Andrea Maggioni, sono state decise le pene per i patteggiamenti. Le relative le sentenze verranno pronunciate, così come per i tre riti abbreviati, il 10 gennaio, giorno in cui ci saranno anche gli eventuali rinvii a giudizio.
I tre presunti “burattinai” del giro sarebbero Cesare Franchi, ingegnere della Motorizzazione Civile, il collega Edoardo Caselli e Alessandro Barca, titolare della ‘All Service Srl’ che avrebbe fatto da intermediario tra le società di autotrasporto e i due funzionari dell’ente di via Canapa. Questi, difesi rispettivamente dagli avvocati Alberto Bova, Ciriaco Minichiello e Alessandro Valenti, sono quelli che hanno scelto il rito abbreviato.
Per il primo erano stati chiesti dalla Procura a 8 anni mentre 5 per il secondo a 5 anni e a 4 anni e 6 mesi per il terzo. Franchi e Caselli, stando a quanto sostenuto dall’impianto accusatorio avrebbero preso mazzette per false revisioni a mezzi pensanti mentre tutto sarebbe nato da un controllo della Polizia Stradale in provincia di Ravenna e dallo strano caso ci un camionista che, dopo la pausa notturna, si etra ritrovato il mezzo “magicamente” revisionato il mattino seguente.
Le indagini avevano poi portato ad indagare oltre 200 persone, un domino nato dalle testimonianze di 35 indagati che per approfittare del beneficio dello sconto di pena per chi collabora alle indagini avevano preferito parlare. Alcune delle persone indagate erano state scagionate dopo le opportune indagini in quanto semplici prestanome o erano completamente all’oscuro dei fatti.
Le difese dei tre che hanno chiesto il rito abbreviato hanno chiesto invece l’assoluzione per i loro assistiti parlando di “regalie di poco conto”. “Il mio assistito – aveva detto l’avvocato Ciriaco Minichiello lo scorso 25 ottobre – è stato trattato come un volgare delinquente. Dopo trentanove onorevolissimi anni di servizio, senza sanzioni disciplinari e trasferimenti, si è visto arrestare a Frosinone. Prima si è fatto quindici giorni di carcere, da cui è uscito fisicamente provato, poi tre mesi di arresti domiciliari con delle gravissime imputazioni iniziali”.
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