Politica
16 Novembre 2024
Chiusura di campagna elettorale a Bologna per Michele de Pascale: "Abbiamo insistito sulle questioni da migliorare e sulle promesse che eravamo sicuri di mantenere"

“L’onore più grande di un emiliano romagnolo”

(Foto di Riccardo Giori)
di Redazione | 4 min

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“Abbiamo fatto una campagna elettorale sulle questioni da migliorare e sulle promesse che eravamo sicuri di mantenere. Sui problemi della vita delle persone. Su quello che dobbiamo fare per portarla ancora più in alto questa terra“.

È un inno all’orgoglio di essere emiliano romagnoli quello che Michele de Pascale, ieri (venerdì 15 novembre) sera, a Bologna, in una piazza Santo Stefano gremita, ha lanciato durante l’ultimo comizio della sua campagna elettorale.

“Guidare l’Emilia-Romagna, per un emiliano romagnolo – ha affermato il candidato del centrosinistra – è l’onore più grande, il riconoscimento più grande che la propria comunità gli possa rivolgere. L’Emilia-Romagna è forse una delle leve che consentono di cambiare in meglio la vita delle persone, più forte di qualunque altra. Forse, nella storia Italiana, difficilmente un’altra istituzione può dire di essere stata capace di incidere in maniera così positiva sulla vita delle persone come l’Emilia Romagna”.

“Questi mesi di campagna elettorale – ha riflettuto Michele de Pascale – me li porterò per sempre nel cuore e nella testa. Nel cuore perché sono stati un’avventura straordinaria, un viaggio che mi ha regalato l’opportunità di conoscere persone, territori ed esperienze che fanno grande e unica l’Emilia-Romagna; realtà che in parte conoscevo, come figlio di questa terra e amministratore, ma che in parte sono state una vera e propria meravigliosa scoperta. E nella testa perché, se da lunedì avrò l’onore di ricevere dalle cittadine e dai cittadini di questa regione l’opportunità di guidarla per i prossimi cinque anni, non ci sarà giorno nel quale non mi impegnerò con tutto me stesso per valorizzare al meglio le persone che in questi mesi ho guardato negli occhi, i territori e le esperienze che mi hanno fatto scoprire e riscoprire”.

Lo sfidante di Ugolini ha aggiunto: “Le sfide sono tante: difendere la salute pubblica e riformare il sistema sanitario regionale, mettere in sicurezza il nostro territorio da frane e alluvioni, contrastare i cambiamenti climatici, riducendo le emissioni e difendendo nel contempo il lavoro e l’impresa, tutelare i diritti alla casa e all’istruzione e potenziare i collegamenti, solo per fare alcuni esempi”.

È un programma ambizioso, ma sono certo – ha concluso – che possa diventare realtà, perché costruito su fondamenta solide, a partire dall’unione di forze politiche ed esperienze civiche serie e appassionate, ma soprattutto grazie alle donne e agli uomini di questa regione che ogni giorno si impegnano per rendere l’Emilia-Romagna ancora più solidale, innovativa, moderna, legata alle sue radici ma allo stesso tempo sempre più connessa all’Europa e al mondo”.

“Non è stato solo il mio viaggio, ma il nostro viaggio: insieme abbiamo condiviso sogni, speranze e l’energia di chi crede in un’Emilia-Romagna libera di sognare e capace di fare”. Prima di salire sul palco preparato in piazza Santo Stefano a Bologna, il candidato aveva ricordato così il percorso fatto con queste parole. Un viaggio iniziato quando ancora i riflettori erano spenti e che lo ha portato a girare tutta la Regione partendo dalla “sua” Ravenna per arrivare fino a Piacenza incontrando i volontari e le volontarie delle Feste dell’Unità e le associazioni di categoria.

Il candidato alla successione di Stefano Bonaccini è sostenuto da una nutrita schiera di partiti e movimenti politici, dal Pd (di cui è esponente) al Movimento Cinque Stelle, da Alleanza Verdi Sinistra allargata a Possibile e Coalizione Civica fino a Emilia Romagna Futura che ha al suo interno Azione, +Europa e Psi. Con il sindaco di Ravenna anche numerose liste civiche – in tutto quaranta – raggruppate nei Civici con de Pascale che hanno accolto anche esponenti di Italia Viva.

In provincia di Ferrara, de Pascale è passato da Cento a Comacchio, da Portomaggiore a Goro. Ha affrontato il tema del turismo fin da quando ha incontrato l’allora candidato sindaco e oggi consigliere di opposizione Fabio Anselmo ricordando l’importanza di città come Ferrara e Ravenna per il turismo in Regione. Ne aveva parlato come “due città d’arte di Serie A ma con un flusso turistico di Serie B“.

A Cento, incontrando il sindaco Edoardo Accorsi, aveva invece ribadito l’importanza della difesa della sanità pubblica, “il nostro Piave”, mentre a Goro aveva evidenziato la necessità di investire nella ricerca per contrastare il granchio blu che falcidia la produzione di vongole. Nell’ultimo incontro a Ferrara, lo scorso novembre scorso, era stato accolto da alcune centinaia di persone in Galleria Matteotti e aveva promesso: “Se sarò eletto, ogni giorno farò tutto quello che è nelle mie possibilità per essere all’altezza di questa straordinaria fiducia“.

 

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