Politica
11 Novembre 2024
Comizio in città per il candidato del centrosinistra: "Se sarò eletto, ogni giorno farò tutto quello che è nelle mie possibilità per essere all'altezza di questa straordinaria fiducia"

Elezioni regionali, in centinaia in galleria Matteotti per Michele de Pascale

di Redazione | 5 min

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Sono diverse centinaia di persone quelle riunitesi ieri sera domenica 10 novembre in galleria Matteotti a Ferrara per dimostrare il proprio consenso a Michele de Pascale, sindaco di Ravenna e candidato presidente per la coalizione di centrosinistra alle elezioni regionali del 17-18 novembre. De Pascale è tornato nella provincia ferrarese fermandosi prima ad Argenta e poi a Ferrara per due comizi nell’ultima settimana di campagna elettorale accompagnato dagli altri candidati al consiglio regionale per la provincia di Ferrara Marcella Zappaterra, Paolo Calvano, Enrico Bassi e Carlotta Gaiani.

Il candidato del centrosinistra punta il dito in primis contro il timore di un’alta percentuale di astensionismo, percepito durante tutto il suo tour elettorale delle ultime settimane: “La gente ci dice che non va più a votare perché non crede più nella politica, perciò il nostro dovere è mettere in campo una politica migliore per farla tornare a credere nella politica. Ma credo sia capitato a tutti e tutte in questi giorni ai mercati, ai banchetti del volantinaggio di aver incontrato tante persone che non sanno che ci sono le elezioni. Perché si è votato in giugno, perché si è votato in altre circostanze, perché la Liguria ha già votato…quindi il nostro dovere è colmare anche un vuoto di informazione”. E nel farlo affida al sarcasmo una stoccata alla tv pubblica: “L’altra sera, ad esempio, Porta a Porta ha dedicato venti minuti alle elezioni regionali dell’Emilia Romagna, fra mezzanotte e quaranta e l’una di notte, il principale momento di share della televisione… Ed è per questo che stiamo spingendo per avere la massima partecipazione democratica a queste elezioni”.

Nel suo monologo De Pascale ricorda di quanto fosse stata alta la partecipazione alle ultime elezioni regionali e di come anche la destra avesse contribuito all’elevata visibilità mediatica: “Cinque anni fa, le elezioni regionali dell’Emilia Romagna erano diventate il principale appuntamento nazionale. Salvini, dopo il Papeete ne aveva fatto il suo terreno principale di scontro politico e tutte le tv parlavano solo di quello”.

Proprio riprendendo alcune dichiarazioni della recente visita a Ferrara del vice-premier e ministro delle infrastrutture e dei trasporti dice: “Noi non permettiamo che l’Emilia-Romagna venga descritta per qualcosa di diverso rispetto a ciò che è, l’errore più grave che noi non dobbiamo commettere è di rispondere alla disonestà intellettuale di una destra che dice che non funziona nulla in Emilia Romagna, sapendo benissimo che non è vero, con l’errore uguale e contrario e cioè raccontando una regione dove funziona tutto, dove non ci sono problemi, anzi con un’abitudine un po’ italiana di mettere la cenere sotto il tappeto sperando che le persone non se ne accorgano. Questi non siamo noi, questi non dobbiamo essere noi, noi non saremo mai quelli che davanti a un cittadino che ti dice che ha fatto 12 ore di attesa al pronto soccorso gli risponderemo che in altre regioni ce ne sono 16, noi siamo quelli che ci batteremo perché quelle 12 ore diventino 11, e poi diventino 10, siamo quelli che devono fare una battaglia per dire al governo Meloni che le risorse in sanità non bastano e che devono anche saper fare un processo di autocritica, perché questo governo è totalmente disinteressato alla salute, non abbiamo qualcosa da farci perdonare rispetto al tema del finanziamento alla sanità”.

Ma riallacciandosi al tema della salute, nel suo discorso De Pascale evidenzia le differenze di vedute con la coalizione avversaria citando anche la gestione del post-alluvione: “Su questo si è segnata la seconda grande differenza fra noi e i nostri avversari, perché mentre noi dal primo giorno abbiamo detto con chiarezza che questa responsabilità ce la vogliamo prendere sulle nostre spalle, e non è che conviene essere il responsabile della sicurezza territoriale poiché è molto più facile prendersi una badilata di fango che un complimento ad andare a fare un’assemblea in un territorio che ha avuto l’alluvione”.

Tiene a precisare poi: “Qui dobbiamo chiarirci, non è che vogliamo delle mostrine o delle medagliette, vogliamo una responsabilità sulla nostra terra perché siamo figli e figlie di questa terra, e quindi ho detto sin dal primo minuto alla mia avversaria di chiedere insieme che il prossimo presidente di Regione sia nominato commissario alla sicurezza territoriale per l’Emilia Romagna”.

Sulla candidata del centrodestra aggiunge: “L’altra sera da Bruno Vespa a Porta a Porta la mia avversaria ha detto che se lei sarà eletta chiederà al governo di nominare un nuovo commissario esterno, quindi non chiederà quella responsabilità per sé. Non so se ci manderanno la Marina Militare, l’Aeronautica, non so quale Forza Armata ci daranno questa volta ma questa responsabilità non se la vogliono prendere perché poi se le cose vanno male è facile dare la colpa a un altro, chiami uno da fuori, lo celebri quando arriva, se poi le cose si mettono male lo scarichi e questo non deve succedere, non può succedere, chi si candida ci deve mettere la faccia sul suo stesso territori”.

“Lunedì mattina (oggi per chi legge, ndr) sarò di nuovo qui, a Copparo insieme agli operai della Berco in sciopero perché è giusto essere al loro fianco in questo momento drammatico” aggiunge. “Ho cercato di fare le solo quelle che ero convinto e sono convinto di poter mantenere, però una la faccio, e la faccio veramente dal profondo del cuore: se sarò eletto, anzi se saremo eletti, perché abbiamo una bellissima squadra che lavora insieme, ogni giorno farò tutto quello che è nelle mie possibilità per essere all’altezza di questa straordinaria fiducia. Perché se eletti, il nostro dovere sarà quello di fare ancora meglio di chi è venuto prima di noi” ha concluso de Pascale parlando di promesse elettorali.

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