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Al giudice, durante l’udienza del processo per direttissima, aveva raccontato che quei 20 grammi di cocaina, per cui i carabinieri lo avevano arrestato, erano per uso personale. Li aveva comprati – aveva aggiunto – con i soldi che aveva guadagnato grazie ai numerosi cantieri estivi che aveva portato a termine come imbianchino, spiegando anche che ne aveva acquistata una dose più grande perchè così era riuscito a ottenere uno sconto, approfittando così per fare una scorta per l’inverno.
E alla fine il giudice gli ha creduto. Ieri (martedì 12 novembre) infatti, in tribunale a Ferrara, lui – 45enne di nazionalità italiana, finito in manette dopo un controllo stradale da parte dei militari dell’Arma – è stato assolto dall’accusa di spaccio per mancanza di prove.
I fatti finiti al centro del procedimento risalgono allo scorso 11 settembre quando, a Lido degli Estensi, fermato durante il più ‘classico’ dei posti di blocco, l’uomo aveva iniziato a innervosirsi di punto in bianco, facendo insospettire i carabinieri che, dopo una perquisizione, gli avevano trovato la droga in auto, nascosta nelle mutande.
Dopo gli accertamenti di rito, l’uomo – come disposto dalla pm di turno Sveva Insalata – era stato trasferito nelle camere di sicurezza della caserma dei carabinieri e – durante la mattinata di venerdì 13 settembre – era stato portato in tribunale a Ferrara per l’inizio del processo per direttissima. Ieri, dopo due mesi trascorsi da libero con l’obbligo bisettimanale di presentazione alla pg, il 45enne – difeso dall’avvocato Gian Luigi Pieraccini – è stato ritenuto non colpevole di quanto accaduto.
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