Politica
9 Novembre 2024
Il ministro leghista sul processo Open Arms: "Ho fatto quello che mi hanno chiesto gli elettori"

Salvini a Ferrara professa il modello Trump

(Foto di Riccardo Giori)
di Redazione | 3 min

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Il vicepremier Matteo Salvini torna a Ferrara dove, ormai, è di casa. Prima per le elezioni comunali, e ora per le regionali, il ministro è al fianco del sindaco Alan Fabbri e della Lega.

D’altronde, come racconta Fabbri, li unisce un profondo legame di amicizia che dieci anni fa li aveva visti percorrere la regione per fare campagna elettorale, proprio quando Fabbri si candidò alla presidenza dell’Emilia-Romagna: “Non ci sono riuscito io come non ci sono riusciti tanti altri, ma ora è il momento di provare a strappare questa vittoria perché qualcosa nella mente delle persone è cambiato”.

In sala circa un centinaio di persone. Ad accogliere il vicepremier il sindaco di Ferrara, l’on. Davide Bergamini, l’assessora Cristina Coletti, l’assessore Nicola Lodi ei candidati alle elezioni regionali.

Salvini arriva in ritardo. Si è trattenuto nella saletta a fianco per una riunione last minute con i balneari. Sulla Bolkenstein?: “L’Unione Europea fa leggi del cavolo”.

Porta una cravatta rossa, la cravatta “trumpiana”, quella trovata nell’armadio alle cinque della mattina dopo aver seguito la maratona elettorale. La indossava in aula e anche ieri sera mentre ribadiva la felicità per la vittoria del tycoon. Chiede di portare il “modello Ferrara” in Regione perché: “Se un sindaco viene confermato la seconda volta con oltre il 60% allora non è più un caso”.

In realtà i conti sono diversi: Fabbri è stato eletto con il 57,88% dei voti su un totale del 67.6% dei votanti.

A ogni modo sono stati tanti i temi toccati dal vicepremier. Prima l’affondo su Landini: “Il diritto allo sciopero è sacrosanto ma non quello di una mobilitazione selvaggia che blocca migliaia di persone che devono andare al lavoro, magari a una visita medica o tornare dalle loro famiglie”.

Poi parla della Liguria dove, racconta, si è inneggiato al ritorno del fascismo: “Fortunatamente nel 2024 i fascisti non ritornano ma sapete di cosa dovremmo preoccuparci? Degli estremisti islamici che danno la caccia agli ebrei, a questo siamo arrivati”. Si riferisce ai recenti accadimenti ad Amsterdam che hanno visto aggredita la squadra di football israeliana.

In chiusura, una parentesi sul processo Open Arms: “Ho fatto quello che gli elettori mi hanno chiesto – ribadisce -, ho difeso i confini della nostra Nazione e diminuito le morti nel Mediterraneo perché meno sbarchi significa anche meno decessi. Non è che possono sbarcare tutti in Italia”. Dal pubblico applausi.

Chi decide chi vince le elezioni regionali? Secondo Salvini, proprio chi non va a votare. “Se non andate a votare, poi non lamentatevi se le cose non funzionano, non è vero che un politico vale l’altro. Rischio 6 anni di condanna solo per aver fatto ciò che avevo promesso in campagna elettorale. Non come Bonaccini che si professava più autonomista di noi e ora non lo è più. L’autonomia è una grande possibilità per l’Emilia-Romagna”.

Si conclude la serata con la fila per i selfie e un aperitivo ma il tour non finisce a Ferrara, prossima tappa Reggio Emilia.

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