I numeri sono come i bambini, gli si può mettere il vestito che si vuole. E così quelli che il Centrodestra presenta raccontando le scelte compiute sulla nostra sanità diventano un vestito di gala. Da indossare tuttavia a un funerale, quello del servizio sanitario nazionale.
Sarebbe importante guardare con onestà questi numeri. Lì, senza veli e in tutta la loro realtà, si può conoscere la verità, magari anche per sbaglio, facendo un giro dentro alle nostre strutture sanitarie. Tutto il resto è una sceneggiatura, sempre più simile a un film horror.
Assistiamo molto perplessi alla difesa della manovra di bilancio sulle questioni della sanità da parte di esponenti di centro destra, sia che essi siano politici nazionali, regionali o territoriali.
Perché è prima di tutto innegabile che la quantità di risorse messe a disposizione per il 2025 è a dir poco imbarazzante.
1.302 milioni di euro sono il disinvestimento più importante del nostro Sistema Sanitario Nazionale Universale degli ultimi anni, cifre pre pandemia che non permettono nemmeno di mantenere i servizi dell’anno precedente in relazione all’aumento dei costi dei beni di cui necessita il sistema per garantire a tutti il diritto alla salute. L’aumento equivale infatti a una cifra inferiore all’1% delle risorse complessive a disposizione.
Restano inoltre paletti invalicabili sul versante delle assunzioni, sul quale permane un vincolo di spesa preistorico, così come la questione dei rinnovi dei contratti collettivi nazionali di lavoro scaduti il 31 dicembre 2021, ormai tre anni fa, per i quali il Governo ha previsto un finanziamento pari al 5,6% di rivalutazione della massa salariale a fronte di un’inflazione nel triennio di riferimento (2022/2024) superiore al 15%.
Nessuno dentro alle strutture sanitarie pare avere la gioia e l’entusiasmo che i politici del centrodestra mostrano nel difendere la loro manovra sulla sanità.
Se qualcuno avesse dubbi, li invitiamo a fare un giro nelle strutture dove viviamo quotidianamente il nostro fare sindacato per rappresentare i diritti di chi lavora in sanità e provare all’interno di questo quadro difficilissimo a garantire tutti i giorni il diritto alla salute.
Infermieri, medici e professionisti sanitari che si licenziano, per fare altri lavori o passare alle strutture private, sono ormai una realtà quotidiana in un sistema sempre più povero, con meno persone che ci lavorano e sempre più dimenticato da chi ha responsabilità politiche. Dimenticato, naturalmente, finché non si presenta l’opportunitá di dipingere scenari sfavillanti, che purtroppo non esistono, se non nella propaganda.
Funzione Pubblica Cgil Ferrara
Grazie per aver letto questo articolo...
Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.
OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:
Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com