Cade dal sottotetto mentre lavora: grave un 58enne
Grave infortunio nel primo pomeriggio a Volania, dove un uomo di 58 anni è rimasto seriamente ferito
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Erano le 02.30 di mercoledì 28 gennaio quando l’attenzione di un equipaggio della Sezione Radiomobile della Compagnia di Ferrara
Due trentenni, un uomo e una donna, sono stati fermati dai carabinieri in via del Lavoro nella serata del 28 dicembre
Dopo una seconda giornata di lavoro, le ricerche di Bruno Osti, pescatore di 47 anni scomparso in mare nella notte tra il 27 e il 28 gennaio, sono state sospese al calare del sole
L’iniziativa si svolgerà nella mattinata di sabato 31 gennaio a Villanova, durante la quale il coordinamento provinciale di Rete Giustizia Climatica terrà un presidio presso l’impianto di biometano e un incontro pubblico presso la parrocchia di S.Biagio
È iniziata ieri (lunedì 7 ottobre) l’udienza predibattimentale del processo a carico dell’ex consigliera comunale Rossella Arquà, citata a giudizio con l’accusa di minacce e simulazione di reato, per la vicenda delle lettere anonime che l’ex leghista inviò tra l’aprile e il giugno 2021 a sé stessa e all’allora vicesindaco Nicola Lodi.
Arquà ha sempre ammesso di aver spedito soltanto quelle rinvenute nella buchetta della sede della Lega e non quelle (contenenti anche un proiettile) arrivate in Municipio. Per queste ultime la Procura di Ferrara ha già archiviato.
Le indagini condotte dalla pm Isabella Cavallari portano a contestare all’ex fedelissima di Lodi dodici episodi, tutti contenenti varie minacce scritte: “Lodi preparati che farai una brutta fine”, “Naomo guardati alle spalle perché noi ci siamo”, “Lodi sappiamo che hai paura occhio pure alla tua beniamina [sic] che apre“, “Caro Lodi e tu che apri la sede e ti vedo Arquà adesso il gioco diventa pesante occhio”, “Via con la Digos ma non ci saranno sempre a salvarvi presto arriveranno troppo tardi per voi 2”, “Lodi Arquà sappiamo la paura che avete sta arrivando la vostra fine un colpo e basta”, “Lodi sappiamo dove abiti Arquà adesso sappiamo dove abiti tu o soli o in compagnia addio per voi è finita“. A queste si aggiunge un bossolo lasciato sempre nella buchetta delle lettere della sede della Lega.
La difesa di Arquà ha sempre sostenuto che Lodi fosse a conoscenza del fatto che fosse lei a spedire quelle missive. Fatto negato dal vicesindaco, parte civile nel procedimento.
Durante l’udienza di ieri, davanti al giudice Giovanni Solinas, l’avvocato Bernardo Gentile – legale difensore di Arquà – ha sollevato alcune questioni riguardanti al capo di imputazione, chiedendo che vengano modificati i passaggi in cui si fa riferimento a Nicola Lodi come vicesindaco, dal momento che da giugno 2024 non lo è più, e in cui si parla di un “proiettile” lasciato nella buchetta delle lettere della sede della Lega, dal momento che – stando ai rilievi della Polizia Scientifica – si tratta di una “cartuccia inerme“, come la stessa imputata aveva affermato.
Il processo tornerà in aula il 10 dicembre per la discussione dell’udienza predibattimentale, quando il tribunale deciderà o meno se far proseguire il processo.
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