Ferrara celebra San Sebastiano: premio speciale a Daniela Catozzi
Un anno caratterizzato dal costante presidio del territorio da parte degli agenti della Polizia Locale, con un’attenzione che resta alta sia in città che nelle frazioni
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Dopo aver esonerato coach Giovanni Di Benedetto, Adamant Ferrara Basket ha trovato un accordo fino al termine della stagione con Giancarlo Sacco, chiamato a sostituirlo alla guida della prima squadra
Il Meis propone un una serie di appuntamenti dedicati al Giorno della Memoria, il programma comprende momenti di approfondimento dedicate alla storia della Shoah
I Carabinieri di Portomaggiore hanno arrestato in flagranza un 39enne e una 37enne che avevano appena commesso un furto ai danni del supermercato “Coop” di Portomaggiore
Anche i vigili del fuoco di Portomaggiore e quelli del Nucleo Sommozzatori di Bologna partecipano - insieme ai carabinieri - alle indagini per trovare indizi utili a identificare l'anziano di circa 80 anni che, venerdì (16 gennaio) scorso, è stato trovato senza vita in Strada Sché, nelle Valli del Mezzano, a Ostellato
Testimonianza chiave quella di Walter Laghi, ex dirigente del servizio personale del Comune di Ferrara, che – sentito ieri (lunedì 7 ottobre) come testimone – ha confermato la veridicità di uno dei principali passaggi dell’editoriale per cui Marco Zavagli, direttore di Estense.com, è finito a processo con l’accusa di diffamazione aggravata nei confronti del sindaco Alan Fabbri.
Nello specifico, rispondendo a precisa domanda della difesa del giornalista, l’ex dirigente comunale ha confermato che l’attuale primo cittadino – almeno fino a quando Laghi è stato in carica – ha speso “600.000 euro all’anno per incarichi fiduciari“.
Il riferimento – come si diceva – è a un passaggio dell’editoriale in cui Zavagli, facendo riferimento al fatto che “oggi la macchina della propaganda è ancora più potente, sofisticata e, purtroppo, molto più costosa“, aveva scritto che “di incarichi fiduciari Fabbri spende qualcosa come 600mila euro l’anno tra staff, direttore generale, autisti e comandante della Municipale”.
Durante l’udienza di ieri, in aula, è stata ascoltata anche Sabrina Cavallini, dirigente del Comune di Bondeno, sentita sulla gestione delle risorse per il post-sisma e lo staff comunicazione di Fabbri, quando era primo cittadino matildeo.
La vicenda – lo ricordiamo – ha avuto inizio il 23 ottobre 2020, quando Zavagli pubblicò l’editoriale “La propaganda, l’industria che funziona meglio a Ferrara“. Nell’articolo, il giornalista analizzava la strategia comunicativa del sindaco di Ferrara, contestando alcuni asseriti successi dell’amministrazione comunale e definendo “propagandistica” l’attività comunicativa del Comune. Attività, tra l’altro, condannata di recente anche dall’Agcom.
Il pm Ombretta Volta aveva chiesto l’archiviazione affermando che “le espressioni utilizzate nell’articolo rappresentano l’esercizio del diritto di cronaca e di critica del giornale e del giornalista“.
Il sindaco si era opposto alla richiesta di archiviazione e la sua opposizione era stata accolta dal gip Carlo Negri, secondo il quale il termine propaganda “calato nella dimensione politico-istituzionale, evoca precedenti storici, anche drammatici, di saturazione del sistema informativo a scopo manipolatorio, gettando così un’ombra lugubre su chi la esercita”.
Lo stesso gip, nelle sue motivazioni, premetteva che la sua decisione era “lontana dal costituire una deliberazione in ordine alla colpevolezza dell’indagato” e specifica che le affermazioni contenute nell’articolo non sono state valutate “in termini di verità“.
Si torna in aula il 22 novembre alle 9.30, quando sarà sentito lo stesso Zavagli insieme ad altri cinque testimoni citati dalla sua difesa.
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