Anna Zonari (La Comune di Ferrara) come consigliera comunale sente “il dovere di portare all’attenzione della comunità un caso già noto alla stampa, che ci riguarda tutti”. Si tratta di quanto successo la scorsa notte a Formignana dopo che per mesi la signora Giuseppina Salvi e i figli avevano trovato riparo presso un tendone esterno all’ingresso due dell’ospedale di Cona.
“Da aprile – scrive Zonari – ha vissuto in condizioni precarie, con i suoi due figli, in un gazebo davanti all’ospedale di Cona. Nonostante abbia già presentato un’interrogazione in merito, sono ancora in attesa di risposta dalle istituzioni”.
“Una settimana fa – spiega la consigliera comunale – questa famiglia è stata trasferita in un appartamento messo a disposizione da Acer, nel Comune di Tresignana, su richiesta del Comune di Ferrara, in regime di emergenza abitativa”. Chiaramente, “senza elettricità, di notte, la signora è stata costretta a utilizzare delle candele”. Così “la scorsa notte, una candela lasciata accesa ha dato fuoco al tavolo e poi a una delle due stanze! Solo per una fortunata coincidenza non si è trasformata in una tragedia, ma uno dei figli ha riportato ustioni (per fortuna non gravi) e gran parte dei documenti e degli affetti personali della famiglia sono andati distrutti. Sono arrivati i vigili del fuoco e la famiglia è stata portata al pronto soccorso”.
“Poteva essere una tragedia”.
Ora la donna e i figli sono ospitati presso la foresteria del Sant’Anna e “la signora non ha ancora una residenza”. Questo “nonostante abbia richiesto la residenza fittizia per ben due volte negli scorsi mesi al Comune di Ferrara, non le è stata assegnata”.
Con la residenza fittizia “avrebbe potuto ottenere la reversibilità della pensione del marito, deceduto a Cona e seppellito in Certosa. Senza residenza, non può attivare il contratto dell’acqua e senza un contratto di locazione non può richiedere la residenza a Tresignana”.
Si tratta, dice Zonari, di “un cortocircuito burocratico che rischia di compromettere gravemente la vita di questa famiglia, lasciandola in una condizione di precarietà inaccettabile”.
Le domande cruciali secondo la consigliera sono: “L’Asp sta davvero seguendo questa famiglia? Questo è un nucleo chiaramente fragile e vulnerabile, in difficoltà da mesi. Cosa è stato fatto finora per loro? Quali provvedimenti sono stati presi? Finora si è visto l’enorme supporto di alcuni volontari, che si sono attivati per aiutare la signora e i suoi figli. Ma è compito del Comune garantire un’abitazione dignitosa e accessibile, come dovrebbe essere nel 2024, a Ferrara”.
“Chiedo pubblicamente – conclude – misure immediate per risolvere questa situazione inaccettabile, con un supporto concreto e un’abitazione vivibile. Ferrara merita di più, e soprattutto queste persone meritano di più”.
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