Cronaca
21 Settembre 2024
L'avvocato Fabio Anselmo e Donata Bergamini parlano all'uscita dall'aula dopo la requisitoria della Procura di Castrovillari che chiede le attenuanti generiche per l'imputata: ". C'è una bella differenza tra chi ha lottato per la giustizia e chi ha tradito"

Processo Bergamini. “Internò è la stessa di sempre, se non peggio”

di Davide Soattin | 2 min

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“È vero che essere condannati dopo trentacinque anni può sembrare un atto ingiusto, ma è altrettanto vero che aspettare giustizia per trentacinque anni lo è sicuramente di più”. È da poco finita la requisitoria dei magistrati della Procura di Castrovillari, quando Fabio Anselmo – affiancato da Donata Bergamini – esce dal tribunale di Cosenza e commenta la richiesta di condanna a ventitré anni per Isabella Internò, ex fidanzata di Denis, accusata di omicidio volontario in concorso con ignoti.

Una requisitoria che l’avvocato di parte civile ha definito “molto bella e molto importante“, dicendo però di non essere d’accordo quando – parlando delle attenuanti generiche chieste dai procuratori – si parla di una Internò che è migliorata rispetto a quella di trentacinque anni fa. “Anzi, dal comportamento processuale tenuto – aggiunge Anselmo – è la stessa, se non peggio, perché ha fatto anche la vittima“. “Io però – conclude – non mi occupo della pena ma della punizione del colpevole”.

“Una punizione – dice – che è dovuta alla famiglia Bergamini. Poi, quello che penso, lo dirò lunedì quando mi limiterò ad offrire alla Corte d’Assise una valutazione dei fatti che si sono succeduti in questi trentacinque anni che non sono proprio pochi“.

Contentissima della requisitoria” è anche Donata Bergamini, sorella di Denis, che è sulla stessa lunghezza d’onda del suo legale quando le viene chiesto del cambiamento comportamentale di Internò. “Non è cambiata assolutamente – afferma – perché è stata zitta allora e zitta è stata adesso. Se è cambiata, lo ha fatto in peggio, perché poteva parlare e comportarsi in modo diverso. C’è una bella differenza – sottolinea successivamente – tra chi ha lottato per la giustizia e chi ha tradito“.

Un pensiero anche a papà Domizio che non c’è più: “La requisitoria ha messo in luce tutte le verità che io e mio padre gridavamo dall’inizio. Verità che dovevano essere portate alla luce nel 1989 e che qualcuno non ha voluto portare”.

 

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