Grattacielo. Gli sfollati cercano casa. “Porte chiuse agli stranieri”
A poche settimane dalla scadenza dell'accoglienza temporanea al San Bartolo, resta aperta la questione abitativa per una parte degli sfollati del Grattacielo
A poche settimane dalla scadenza dell'accoglienza temporanea al San Bartolo, resta aperta la questione abitativa per una parte degli sfollati del Grattacielo
Si chiamava Hamrouni Hassen, il 30enne di nazionalità tunisina morto dopo il tragico incidente stradale avvenuto nella serata di sabato 20 giugno - intorno alle 21.20 - lungo via Copparo
Ra'ed Dawoud resta in carcere a Ferrara. Il Tribunale del Riesame di Genova ha infatti confermato con una nuova ordinanza la misura della custodia cautelare nei confronti del palestinese detenuto nella casa circondariale dell'Arginone
Tragico incidente stradale nella serata di sabato 20 giugno a Ferrara. Intorno alle 21.20, in via Copparo, poco oltre il Centro Spal, due automobili si sono scontrate e una persona ha perso la vita
Paura ma fortunatamente nessuna grave conseguenza nella tarda mattinata di domenica 21 giugno lungo la Strada Adriatica, in località Ripapersico, dove un'autovettura è uscita di strada finendo ribaltata
“È vero che essere condannati dopo trentacinque anni può sembrare un atto ingiusto, ma è altrettanto vero che aspettare giustizia per trentacinque anni lo è sicuramente di più”. È da poco finita la requisitoria dei magistrati della Procura di Castrovillari, quando Fabio Anselmo – affiancato da Donata Bergamini – esce dal tribunale di Cosenza e commenta la richiesta di condanna a ventitré anni per Isabella Internò, ex fidanzata di Denis, accusata di omicidio volontario in concorso con ignoti.
Una requisitoria che l’avvocato di parte civile ha definito “molto bella e molto importante“, dicendo però di non essere d’accordo quando – parlando delle attenuanti generiche chieste dai procuratori – si parla di una Internò che è migliorata rispetto a quella di trentacinque anni fa. “Anzi, dal comportamento processuale tenuto – aggiunge Anselmo – è la stessa, se non peggio, perché ha fatto anche la vittima“. “Io però – conclude – non mi occupo della pena ma della punizione del colpevole”.
“Una punizione – dice – che è dovuta alla famiglia Bergamini. Poi, quello che penso, lo dirò lunedì quando mi limiterò ad offrire alla Corte d’Assise una valutazione dei fatti che si sono succeduti in questi trentacinque anni che non sono proprio pochi“.
“Contentissima della requisitoria” è anche Donata Bergamini, sorella di Denis, che è sulla stessa lunghezza d’onda del suo legale quando le viene chiesto del cambiamento comportamentale di Internò. “Non è cambiata assolutamente – afferma – perché è stata zitta allora e zitta è stata adesso. Se è cambiata, lo ha fatto in peggio, perché poteva parlare e comportarsi in modo diverso. C’è una bella differenza – sottolinea successivamente – tra chi ha lottato per la giustizia e chi ha tradito“.
Un pensiero anche a papà Domizio che non c’è più: “La requisitoria ha messo in luce tutte le verità che io e mio padre gridavamo dall’inizio. Verità che dovevano essere portate alla luce nel 1989 e che qualcuno non ha voluto portare”.
Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.
OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:
Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com