Codigoro
6 Settembre 2024
Per la morte del 49enne Giancarlo Baruffaldi, avvisi di garanzia per dieci operatori sanitari e tre dirigenti responsabili della Provincia di Ferrara. Tempistiche dei soccorsi e condizioni della strada al centro degli accertamenti

Si schiantò mentre viaggiava con la famiglia. Tredici indagati

(Foto di archivio)
di Davide Soattin | 3 min

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Codigoro. Ci sono tredici indagati per la morte di Giancarlo Baruffaldi, il 49enne idraulico di Santa Maria Maddalena, che – durante la tarda mattinata dello scorso 25 agosto – è morto lungo la Sp 54, dopo aver perso il controllo dell’automobile su cui stavano viaggiando la moglie 45enne e le due figlie di 14 e 17 anni, tutte e tre ferite, ma fortunatamente senza gravi conseguenze.

A finire nel registro della Procura – nel dettaglio – sono dieci operatori sanitari intervenuti sul luogo dell’incidente stradale e tre dirigenti responsabili della Provincia di Ferrara, ente proprietario della strada. I primi sono indagati per cooperazione colposa per morte in ambito sanitario, mentre i secondi per omicidio colposo legato a eventuali comportamenti omissivi.

Questa mattina (venerdì 6 settembre) il pm Andrea Maggioni – titolare del fascicolo di indagine – conferirà l’incarico ai medici legali Massimiliano Delantone e Sindi Visentin per eseguire sia l’autopsia che gli esami tossicologici sul corpo della vittima, mentre l’ingegner Alfonso Micucci dell’Università di Bologna sarà incaricato di svolgere la consulenza cinematica sull’incidente mortale.

Nello specifico, oltre che per individuare modalità e cause del decesso, gli accertamenti autoptici dovranno fornire risposte circa la tempestività e l’idoneità dell’operato dei sanitari, dal momento che – dopo lo schianto – Baruffaldi è uscito dall’automobile sulle sue gambe, in maniera autonoma, e la morte è sopraggiunta a circa due ore di distanza dal sinistro poi risultato fatale.

Alla consulenza cinematica, invece, spetterà accertare eventuali responsabilità legate ai dirigenti della Provincia di Ferrara, che gestisce il tratto. Il pm infatti, non solo chiede al consulente di ricostruire la dinamica del sinistro, la posizione del veicolo al momento dell’impatto, la velocità con cui Baruffaldi procedeva e una sua eventuale violazione del Codice della Strada, ma domanda anche di effettuare un focus sulle condizioni della strada.

Per la precisione, gli esami dovranno verificare lo stato di manutenzione dell’arteria, ma soprattutto la presenza o meno di una segnaletica stradale adeguata e a norma di legge, stabilendo – nel caso in cui questa fosse stata carente – quanto abbia avuto un ruolo determinante e causale nell’incidente.

Gli esiti degli accertamenti dovranno essere depositati entro sessanta giorni.

Il tragico sinistro stradale – lo ricordiamo – era avvenuto nelle vicinanze del punto in cui la Sp 54 si interseca con la SS309 Romea, tra Codigoro e Volano. Stando a una prima ricostruzione del fatto, che ora dovrà essere accertata dalle consulenze, appunto, Baruffaldi avrebbe perso autonomamente il controllo del veicolo in uscita da una curva e, nel tentativo di ritrovare aderenza con l’asfalto, avrebbe inutilmente controsterzato, facendo sbandare l’automobile che, uscendo di strada dalla parte opposto della carreggiata, si sarebbe capovolta, finendo nel fosso che costeggiava la strada su due ruote.

Parti offese nel procedimento sono la moglie e le due figlie della vittima, tutte fuori pericolo di vita dopo i ricoveri negli ospedali di Cona e Cesena, oltre che la sorella dell’uomo, assistite dall’avvocato Denis Lovison.

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