“Da un decennio il Parlamento rimbalza da una camera all’altra proposte per cambiare l’attuale legge sulla cittadinanza, rivelatasi, nel paese reale, obsoleta e soprattutto superata dai fatti. Un paese vecchio e in arretramento culturale come il nostro dovrebbe avere tra le sue priorità gli strumenti per facilitare l’acquisizione di diritti (e quindi l’intestazione di doveri) da parte di persone che già vivono, studiano, producono, fanno sport, fanno figli in Italia. Non occorrevano le Olimpiadi per rendersene conto”.
A parlare è Ilaria Baraldi, ex consigliera comunale del Pd e membro delle Donne Democratiche di Ferrara, che sottolinea come “nell’aprile del 2023 il ministero dell’Istruzione ha certificato la presenza di 888.880 alunni con entrambi i genitori stranieri. Il 44% degli alunni stranieri è di origine europea. La cittadinanza più numerosa è rappresentata dalla Romania con oltre 151mila studenti. Seguono Albania e Marocco. Oltre 27.000 gli studenti ucraini accolti nel sistema scolastico”.
“Cresce naturalmente – prosegue – anche l’incidenza delle seconde generazioni senza cittadinanza italiana: i nati in Italia rappresentano il 67,5% degli alunni con cittadinanza non italiana. I nati in Italia figli di immigrati sono passati da 577.071 nel 2020/21 a 588.986: quasi 12mila unità in più. Il gruppo rappresenta il 67,5% degli alunni con cittadinanza non italiana”.
“In attesa di sapere quale posizione prenderà FdI, vale la pena isolare la Lega che ha già innalzato la solita bandiera del “nazionalismo è bello”, sapendo che Salvini and co. faranno la solita battaglia di bandiera, sganciata dalla realtà e dal senso comune (avendo eletto Vannacci in Europa sarebbe strano il contrario). Spero che le opposizioni, a partire dal Pd, approfittino dell’apertura nelle file del governo fatta da FI e che non cominci il solito balletto della primogenitura dell’idea migliore perché decine di migliaia di ragazzi e ragazze aspettano atti concreti e una soluzione sostanziale del loro sentirsi “a metà”” conclude Baraldi.
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