Grattacielo. Gli sfollati cercano casa. “Porte chiuse agli stranieri”
A poche settimane dalla scadenza dell'accoglienza temporanea al San Bartolo, resta aperta la questione abitativa per una parte degli sfollati del Grattacielo
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Un bagno di folla e un entusiasmo come non si vedeva da tempo. Jerry Calà ha scaldato viale Repubblica e il cuore della Fiera di Giugno
Lina Casari spegne 104 candeline, un traguardo straordinario di una signora conosciuta per la sua cortesia e i suoi modi gentili nella tabaccheria di via Pironi, a Bondeno
E venne il giorno di Jerry Calà. Sarà lo showman l’indiscusso protagonista della Fiera di Giugno, che entra sabato 20 giugno entra nel vivo
I Cpr come "sinonimo di disumanità e morte dei diritti". Di questo si è parlato martedì 17 giugno, durante la seconda serata della sedicesima edizione degli Emergency Days che si è aperta con un incontro pubblico che volge lo sguardo alle mille ombre dei cosiddetti Cpr
Salvatonica. “Ero a prendere il giornale quando mi hanno avvisato di quello che era successo. Ho provato a telefonare ma nessuno rispondeva, così sono partito da Bondeno. Quando ho visto sopra la testa l’elicottero mi son detto ‘addio‘ e invece fortunatamente nessuno è andato in pericolo di vita“.
Parla con la consapevolezza del pericolo scampato don Giorgio Lazzarato, 71enne parroco di Salvatonica, mentre dieto di lui i vigili del fuoco concludono le operazioni di spegnimento delle fiamme e messa in sicurezza del primo piano della sua canonica dove, da anni ormai, tramite la sua organizzazione di volontariato “Accoglienza“, ospita persone in difficoltà, senza lavoro o che lo hanno perso, immigrati, donne sole con i loro bambini, famiglie, persone con problemi psichiatrici o con la giustizia.
Lunedì mattina (24 giugno) un incendio divampato intorno alle 9 ha rischiato di segnare indelebilmente quella ‘terra felice‘ immersa nelle campagne dell’Alto Ferrarese, se non fosse che, con un gesto eroico, uno degli ospiti della struttura, il 28enne Filippo Negri, insieme al vicino di casa, l’agricoltore 54enne Luciano Bruschi, non solo ha salvato una donna di 86 anni, Renata Ranzer, ora ricoverata al Centro Grandi Ustioni dell’ospedale Bufalini di Cesena senza essere in pericolo di vita, ma è anche riuscito ad avvisare gli altri presenti del rischio imminente, mettendoli a loro volta in salvo.
Uno di questi è David Serna Cano, 35enne spagnolo, che racconta quegli istanti, ancora incredulo e spaventato: “Ero nel salone, seduto sul divano con le cuffie, quando ho improvvisamente sentito dei rumori. Ho visto Filippo e un’altra persona con un estintore in mano e ho chiesto che cosa stesse succedendo. Mi hanno risposto ‘fuoco, fuoco, fuoco‘ e sono uscito subito fuori. Nel mentre però mi sono accorto che la signora Renata era nella sua camera. L’ho sentita urlare ‘mi brucio, mi brucio, per favore aiutatemi‘ ma non riuscivano a entrare nella stanza per prenderla”.
“Poi fortunatamente – aggiunge il testimone – hanno preso una scala all’ultimo momento e Filippo l’ha portata giù, altrimenti bruciava. Dietro di lei c’erano le fiamme. Non esagero se dico che bastava un altro minuto e non saremmo qui ora a raccontarlo sani e salvi. È successo davvero tutto veloce, tutto in fretta. Sono poi arrivati i pompieri che hanno fatto il loro lavoro e per fortuna è tutto andato bene. Ora speriamo solo che la signora Renata guarisca in fretta e stia meglio”.
Sul posto, a seguire da vicino le operazioni di salvataggio e spegnimento, anche il sindaco Simone Saletti: “Un plauso va al signor Bruschi e a uno degli ospiti della struttura, Filippo, il cui veloce intervento ha permesso a una signora di 86 anni, che stava per buttarsi dalla finestra, di portarla giù in spalla in tempo utile prima che fosse inghiottita dalle fiamme. A loro va veramente un grazie di cuore perchè hanno evitato il peggio. Troveremo il modo di ringraziarli pubblicamente. Un grazie va anche ai vigili del fuoco di Ferrara e Bondeno, intervenuti tempestivamente prima che il rogo abbracciasse tutto l’edificio. Vedremo adesso come dare il nostro contributo per sistemare le persone ospitate nella struttura e permettere a don Giorgio di trovare un’altra sistemazione adeguata per i suoi ospiti”.
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