Salute
15 Giugno 2024
Si tratta di uno dei sette progetti finanziati con oltre 6 milioni di euro

Sant’Anna. Ricerca sul flusso venoso e disturbi all’orecchio con il Pnrr

di Redazione | 2 min

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Si chiama “Trattamento dell’ostruzione venosa associata a disturbi audio-vestibolari mediante uno stent innovativo (Treatment of venous obstruction associated with audio-vestibular disorders by the means of an innovative stent)” ed è uno dei 7 progetti finanziati a team di ricerca dell’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Ferrara attraverso il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) nell’ambito della ricerca biomedica. Il tutto per un importo complessivo di 6 milioni e 200 mila euro.

A partire da questo progetto andremo ad analizzare tutte e 7 le ricerche nel dettaglio.

Iniziamo con lo studio, il cui “Principal Investigator” (Pi) è il prof. Paolo Zamboni, Direttore del Programma Malattie Vascolari Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrarafinanziato con 999mila euro.

“I disturbi dell’orecchio interno o audio vestibolari comportano sintomi quali vertigini, sordità e acufeni”, spiega il prof. Zamboni, che prosegue: “in una percentuale di pazienti questi sintomi si associano ad un flusso ostacolato nelle vene giugulari. Per normalizzare il flusso è stato studiato un innovativo stent e l’ipotesi dello studio è verificare se quest’ultimo possa normalizzare il flusso e migliorare i sintomi. I pazienti ammessi alla sperimentazione clinica sono quelli che non ottengono miglioramenti dalle migliori terapie oggi disponibili. Se l’ipotesi degli sperimentatori fosse corretta il vantaggio che ne deriverebbe sarebbe molto evidente”.

Si tratta di uno studio multicentrico, poichè coinvolge oltre al S. Anna di Ferrara, anche il Policlinico di Catania. Ma soprattutto è fortemente multidisciplinare. Ogni disciplina è indispensabile alla riuscita dello studio. A Ferrara sono stati coinvolti gli audiologi e vestibologi, capitanati dal prof. Andrea Ciorba, i radiologi vascolari con in testa il prof. Roberto Galeotti, ed lo stesso prof. Zamboni con un gruppo di giovani chirurghi vascolari. “Ma non avremo solo discipline mediche in campo – continua Zamboni – poichè anche giovani fisici e bio-ingegneri lavoreranno al nostro fianco per sostenere lo sviluppo di due dispositivi innovativi. A Catania i ricercatori saranno coordinati dal prof. Pier Francesco Veroux, Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Chirurgia Vascolare e dei Trapianti d’Organo.

“Siamo orgogliosi – conclude il professore – di essere stati finanziati per un progetto sfidante e fortemente innovativo. In generale la medicina clinica è poco incline alla interdisciplinarietà, questa volta invece ogni componente è fortemente motivato a collaborare e soprattutto ad integrarsi con i ricercatori delle altre discipline”.

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