Salute
19 Maggio 2024
Le iniziative previste in tutto il mondo avranno lo scopo di aumentare l'attenzione riguardo alle barriere che ancora oggi ostacolano l'accesso a cure idonee e di qualità

Oggi è la Giornata Mondiale delle Malattie Infiammatorie Croniche dell’Intestino

di Redazione | 4 min

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Il 19 maggio di ogni anno si celebra la Giornata Mondiale delle Malattie Infiammatorie Croniche dell’Intestino (MICI), detta anche “World IBD Day”. Il tema di quest’anno è riassunto dalla frase “IBD Has No Borders” (ovvero la patologia non ha confini). Le numerose iniziative previste in tutto il mondo, infatti, avranno lo scopo di aumentare l’attenzione riguardo le varie barriere che a livello globale ancora oggi ostacolano l’accesso a cure idonee e di qualità per le persone affette da queste patologie, sottolineando la necessità di maggiori investimenti in tale ambito, con l’obiettivo di migliorare la ricerca, l’accesso alle cure e il supporto ai pazienti e alle loro aspettative.

Come anche sottolineato dall’Associazione nazionale per le malattie infiammatorie croniche dell’intestino (AMICI), affrontare le Malattie infiammatorie croniche intestinali senza confini significa riconoscere che i bisogni assistenziali dei pazienti possono variare ampiamente in base a diversi fattori, tra cui la cultura, l’ambiente socio-economico, le reti di supporto disponibili e le esperienze di vita personali.

Limpegno del Sant’Anna. Nella Regione Emilia-Romagna esistono, in tutte le provincie, Centri che si occupano di Malattie Infiammatorie Croniche dell’Intestino i quali hanno costituito la Rete regionale delle MICI.

Il dott. Riccardo Solimando è il referente del Centro MICI dell’Unità Operativa di Gastroenterologia dell’Azienda Ospedaliero–Universitaria di Ferrara, diretta dal dott. Alberto Merighi. Il Centro segue circa 500 persone affette da tali patologie – prevalentemente provenienti dalla nostra provincia, oltre che per una piccola percentuale da fuori regione – con un’incidenza sostanzialmente sovrapponibile a quella riscontrata a livello nazionale (circa 8 su 100.000 abitanti, per quanto riguarda la malattia di Crohn e 4-20 su 100.000 abitanti per quanto riguarda la Retto-Colite Ulcerosa) ed un’età media in lento ma costante aumento.

Il Centro MICI di Ferrara offre ai pazienti affetti da queste patologie visite specialistiche presso un ambulatorio dedicato, la gestione dei casi più complessi in regime di Day Service o di ricovero, dove peraltro vengono garantiti tutti i trattamenti farmacologici attualmente disponibili, dei quali beneficiano circa il 7-8% delle persone afferenti al Centro. Inoltre il Servizio è in grado di effettuare direttamente le principali indagini cliniche per la diagnosi ed il monitoraggio di queste patologie, oltre che disporre della consulenza degli altri specialisti che contribuiscono ad una gestione multidisciplinare dei pazienti. Il Centro è inserito all’interno del percorso Hub and Spoke della regione Emilia-Romagna per la gestione integrata dei casi più complessi, che consente una valutazione collegiale da parte dei medici specialisti dei vari centri regionali coinvolti ed un’eventuale presa in carico sollecita da parte dei professionisti del Centro regionale di riferimento.

Importante anche il ruolo dell’anatomo-patologo in diverse fasi del percorso diagnostico terapeutico dei pazienti affetti da Malattie Infiammatorie Croniche dell’Intestino (MICI). La diagnosi istologica di queste patologie – effettuata su materiale bioptico dall’Unità Operativa di Anatomia Patologica dell’Azienda Ospedaliero–Universitaria di Ferrara, diretta dal prof. Giovanni Lanza – è infatti fondamentale per avviare il paziente ad un corretto percorso terapeutico, ma anche nel follow up per verificare se il paziente risponde ai farmaci e per monitorare nel tempo la malattia. Questo poichè i pazienti con MICI hanno una maggiore predisposizione a sviluppare il cancro al colon. 

Le malattie infiammatorie croniche dell’intestino sono caratterizzate da un’infiammazione del tratto intestinale che, una volta instaurata, perdura nel tempo e richiede un continuo monitoraggio clinico-strumentale, oltre che trattamenti farmacologici protratti, mirati al controllo dell’infiammazione ed alla prevenzione delle sue complicanze. Si identificano due principali e distinte patologie: la Retto-Colite Ulcerosa e la Malattia di Crohn, ognuna con caratteristiche peculiari.

La Retto-Colite Ulcerosa è definita da un’aggressione infiammatoria degli strati più superficiali dell’intestino (mucosa) con interessamento continuo del grosso intestino (partendo dal retto con possibile estensione al colon prossimale) fino ad interessare, nelle forme più estese, l’intera cornice colica. La Malattia di Crohn è invece definita da un’aggressione infiammatoria della parete intestinale a tutto spessore, con possibile localizzazione lungo l’intero apparato digerente.

Nonostante siano stati identificati i diversi fattori ambientali, genetici, microbici ed immunitari che concorrono all’insorgenza di tali patologie, ad oggi, una piena comprensione della eziologia e patogenesi di queste malattie non è ancora stata raggiunta. Talvolta si nota in esse una frequenza familiare genetica e risultano in gran parte correlate a disordini immunitari. La loro manifestazione, pertanto, appare spesso a partenza intestinale ma con manifestazioni collaterali che rendono le MICI delle vere e proprie sindromi, la cui diagnosi differenziale può spesso risultare difficile. Ne consegue che le persone affette da queste patologie croniche necessitano di una presa in carico da parte di Centri dedicati, che garantiscano l’accesso a percorsi diagnostico-terapeutici codificati e la gestione multidisciplinare del paziente, con coinvolgimento del gastroenterologo oltre che del radiologo, del chirurgo, del reumatologo ed altre figure specialistiche.

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