Politica
11 Maggio 2024
Il candidato sindaco e Alessandro Giustacchini, titolare di Arti Urbane e candidato di Ferrara Futura raccontano di come in pochi mesi si siano stati raccolti 65mila euro tutti arrivati all'Ospedale di Cona

Botti: “Alan, se vuoi ti spieghiamo come si fanno le raccolte fondi”

di Pietro Perelli | 2 min

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Sessantacinquemila euro raccolti e donati all’Ospedale di Cona. Più di quelli raccolti dal Comune e tutti arrivati all’ospedale perché il conto su cui fare le donazioni era stato direttamente fornito dall’Azienda Ospedaliera. “Se vuoi ti spieghiamo Alan come si fanno le raccolte fondi” dice ai nostri taccuini il candidato sindaco Daniele Botti mentre Alessandro Giustacchini, titolare di Arti Urbane e candidato di Ferrara Futura racconta la storia a estense.com.

Quest’ultimo, insieme a Erika Savaglio, Annadriana Cariani e Angelo Romano, aveva avviato la raccolta nel marzo del 2020. “Non è stato facile” ci racconta spiegando di essersi messo in contatto con l’Azienda Ospedaliera “perché il nostro obiettivo era che i fondi arrivassero in quel momento lì”. L’iter non è stato semplicissimo proprio perché l’Iban su cui sono arrivate le donazioni era direttamente intestato all’Ospedale in modo da avere la maggiore rapidità di consegna possibile. “Erano solo loro – dice Giustacchini – che potevano effettuare i prelievi” e il 15 aprile sono arrivate nelle casse del nosocomio 57.244,54 €.

“Abbiamo preso spunto – continua – da quello che succedeva anche da altre parti d’Italia” mentre la cosa che li ha sorpresi è stata “la bella risposta della gente”. A partecipare alle donazioni sono state 1200 persone con alcuni che hanno donato i proventi delle aste del Fantacalcio visto che in quel periodo il campionato di calcio era fermo. L’altra iniziativa è stata quella di riunire tutti i tatuatori della città per mettere all’asta le loro opere tramite canali social dove veniva fatta l’offerta e la persona che faceva quella più alta doveva poi fare la donazione sulla piattaforma.

“Se uno ha delle competenze e si spende per farlo – dice Botti – poi le cose riescono”. Un concetto che il candidato sindaco non esprime solo riferendosi alle donazioni raccolte dal comune e mai arrivate a destinazione ma anche in merito alla capacità politica. “Non è vero che in questi cinque anni non hanno fatto nulla – ci dice – il problema è che non hanno avuto una visione organica”. Secondo Botti abbiamo un sindaco che fa della “gran propaganda” senza che poi si riesca a trovare “concretezza nella realtà”.

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