Accoltellata in casa dal marito: ferita donna di 60 anni
Momenti di forte tensione nelle prime ore della mattina di domenica 15 marzo a Ferrara, dove una donna di oltre sessant’anni è stata ferita con un coltello all’interno della propria abitazione
Momenti di forte tensione nelle prime ore della mattina di domenica 15 marzo a Ferrara, dove una donna di oltre sessant’anni è stata ferita con un coltello all’interno della propria abitazione
Una vicenda che definire “surreale” è forse riduttivo: a raccontarla è un cittadino ferrarese di 72 anni che da oltre un decennio convive con le conseguenze di un ictus cerebrale subito il 15 luglio 2010. La sua battaglia riguarda il rinnovo del contrassegno invalidi Cude
L’associazione dei dottorandi chiede di estendere l’aumento delle borse anche ai cicli già in corso e di ridurre il precariato accademico. Apertura dei vertici di Unife sulla rappresentanza di dottorandi e post-doc nel Senato accademico
Giovedì 12 si è tenuto l’incontro organizzato dal coordinamento di Libera Ferrara, rientrante nelle iniziative promosse dal comitato “Società civile per il no”. Presente anche il professore ordinario di Diritto Costituzionale dell’Università di Ferrara, Paolo Veronesi
Nel Delta del Po, uno dei territori più colpiti in Europa dall’emergenza del granchio blu, un imprenditore polesano ha sviluppato un sistema innovativo che potrebbe permettere agli allevamenti di molluschi di tornare a produrre
Tre bulli lo avrebbero ‘preso di mira‘ quotidianamente, costringendolo a vivere con agitazione, ansia e paura le ore di lezione sui banchi di scuola, arrivando anche a mettergli le mani addosso fino a mandarlo all’ospedale con l’ambulanza.
Protagonista – suo malgrado – della storia che arriva dalla provincia è un 12enne ferrarese iscritto al primo anno di scuole medie, che da ottobre scorso sarebbe finito bersaglio di tre compagni di classe tra minacce e botte durante l’orario scolastico.
Si parla di atteggiamenti intimidatori e violenti, avvenuti sia in classe, quando in più di un’occasione lo avrebbero colpito con calci agli stinchi o con pugni e schiaffi alle spalle o alla testa, oppure in palestra durante l’ora di educazione fisica.
In quest’ultima circostanza, uno dei tre bulli gli avrebbe strappato con forza la palla che lui teneva tra le mani, facendolo cadere. Un gesto che non passò inosservato tant’è che il professore di motoria, che vide tutta la scena, lo mise in punizione.
La situazione, già di per sé molto delicata, tanto da spingere ogni mattina i genitori del ragazzino ad accompagnarlo fin dentro l’aula, sarebbe sfociata in una vera e propria aggressione venerdì scorso, il 19 aprile, per mano di uno dei tre.
Durante l’ora di matematica infatti, mentre il professore era momentaneamente distratto a sistemare alcune verifiche, il 12enne sarebbe stato afferrato per la testa e poi sbattuto contro lo spigolo del banco, subendo un trauma cranico minore con conseguente fuoriuscita di sangue sul viso, sulle mani e sui vestiti.
Sul posto si sono immediatamente portati i sanitari del 118 con l’ambulanza che, dopo aver medicato il ragazzino, lo hanno trasportato all’ospedale, dove la ferita lacerocontusa riportata alla fronte – giudicata guaribile in dieci giorni – è stata suturata con cinque punti.
Dopo l’ultimo episodio, i genitori del 12enne, che già nei mesi precedenti avevano – tramite mail – informato e chiesto alla coordinatrice di classe di essere aiutati nella gestione della quotidianità, hanno sporto una seconda querela per lesioni personali ai carabinieri.
La prima invece, per minaccia e percosse, era stata presentata a dicembre sulla base dei racconti e delle confidenze che la stessa vittima aveva fatto ai familiari.
Nel mentre, i genitori del 12enne, che avevano anche pensato di cambiare scuola pur di vedere il problema risolto una volta per tutte, hanno scelto di attivare una raccolta firme per sensibilizzare la cittadinanza su quanto accaduto.
“Nonostante mesi e mesi di colloqui con il preside e gli insegnanti – spiega il padre della vittima – nulla è stato risolto. Stiamo cercando di raccogliere le firme per far sapere alla collettività quanto la preoccupazione sia fondata da parte dei genitori. Non puntiamo il dito contro nessuno ma siamo di fronte a un grave problema di educazione“.
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