Cronaca
8 Marzo 2024
Secondo una prima ricostruzione, il velivolo avrebbe fatto un'improvvisa inversione di marcia prima di precipitare. Negativo l'esito degli esami tossicologici su pilota e passeggero

Elicottero precipitato. Non convince l’ipotesi dell’esplosione in volo

di Davide Soattin | 2 min

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Bondeno. Sembra potersi escludere l’ipotesi dell’esplosione in volo per l’elicottero che, lo scorso 10 ottobre, è improvvisamente precipitato nei cieli di Settepolesini, inabissandosi nelle acque della Cava Sei, uccidendo il pilota e proprietario Hazem Bayumi, 73enne di origini egiziane, e il passeggero Philip Hubert Ter Woort, 62enne di nazionalità olandese.

È quanto emergerebbe da una parte degli accertamenti tecnici irripetibili svolti in questi mesi dagli esperti incaricati dalla Procura, vale a dire il maxi-consulente Stefano Benassi e il Ris dei carabinieri di Parma, che hanno focalizzato i loro esami sulla ricerca di eventuali tracce di materiale infiammabile e chimico nelle parti del velivolo campionate durante il sopralluogo.

In quei tragici attimi prima della caduta in acqua infatti, a bordo del velivolo, si sarebbe sì sviluppato un principio di incendio, ma le lesioni riportate dai corpi delle due vittime non sarebbero quelle causate da un eventuale scoppio in volo.

Inoltre, restando nel campo delle consulenze delegate dalla Procura, gli esami tossicologici su pilota e passeggero hanno dato esito negativo. A svolgerli è stata la tossicologa Francesca Righini, che aveva affiancato il medico legale Alessandra Bergonzini, a cui invece era spettato svolgere gli accertamenti autoptici.

Nel mentre prosegue il lavoro instancabile del Nucleo Investigativo dei carabinieri che, con non poche difficoltà dovute ai danni causati dall’acqua, stanno cercando di effettuare gli accertamenti tecnico-informatici sul telefono cellulare e sul computer di Bayumi, trovati sul fondale della cava.

I riscontri derivati da questo tipo di esami saranno successivamente utili per essere incrociati con le testimonianze raccolte sul luogo della tragedia, in particolare quelle di una signora che aveva visto passare il velivolo a una certa altezza e degli operai della cava, ma anche con l’acquisizione dei documenti della ditta incaricata della manutenzione all’elicottero.

Due al momento gli obiettivi principali per gli inquirenti, al lavoro per trovare la verità attorno all’incidente.

Il primo è capire se Bayumi, descritto come pilota esperto e dal sangue freddo, stesse volando o meno con l’ausilio del navigatore. Il secondo, invece, è indagare i motivi per cui l’elicottero, stando a una ricostruzione preliminare di quanto accaduto, abbia fatto un’improvvisa inversione di marcia, prima di precipitare.

 

 

 

 

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