Copparo
22 Febbraio 2024
Il tutto ha avuto inizio da un diverbio avuto tra la vittima e l’arrestata, scaturito dal fatto che la donna avrebbe chiesto all’altra di abbassare la voce a causa di un'emicrania per cui si stava recando all'ospedale

Litigano sull’autobus. Scende, insegue e rapina la ‘rivale’

di Redazione | 2 min

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L'accusa - almeno sulla carta, e comunque tutta da dimostrare - è molto pesante: quarantasei anni di botte e privazioni ai danni della moglie. Dal giorno del matrimonio nel 1979 a quello del divorzio nel 2019, proseguendo però verosimilmente fino al 2025, quando - nei sei anni successivi - i due hanno continuato a vivere da separati nella stessa casa

Annegò al Lido degli Estensi. Le tappe dell’indagine aprono l’istruttoria

Prima udienza istruttoria ieri (martedì 17 febbraio) mattina, davanti al giudice monocratico Giuseppe Palasciano del tribunale di Ferrara, per il processo relativo alla morte di Mirko Balzanelli, il 36enne turista veronese annegato più di cinque anni fa, durante il pomeriggio del 20 agosto 2020, nelle acque del Lido degli Estensi

Copparo. Una 32enne di nazionalità nigeriana, che aveva con sé il proprio figlio, tenuto in un passeggino, ha tentato di far perdere le proprie tracce dopo un’aggressione e una rapina ai danni di una cittadina italiana, ma la sua fuga ha avuto vita breve.

È quanto accaduto nel pomeriggio di mercoledì 21 febbraio a Copparo, quando la donna si è dapprima avvicinata alla sua vittima e le si è scagliata contro, sia verbalmente che fisicamente, per via di una discussione avuta con lei a bordo dell’autobus qualche minuto prima.

Poi, durante la colluttazione avvenuta sul ciglio della strada, le ha strappato una collana dal collo e ha tentato di scappare, ignara del fatto che la vittima fosse riuscita a riprenderla con il proprio cellulare.

Una storia decisamente bizzarra, se si pensa che il tutto ha avuto inizio da un diverbio avuto tra la vittima e l’arrestata poco prima a bordo di un autobus, scaturito dal fatto che la donna italiana avrebbe chiesto all’altra di abbassare la voce a causa di un’emicrania per cui si stava recando all’ospedale.

Le immagini riprese dalla vittima, immediatamente acquisite, sono state determinanti per l’intervento dei carabinieri che, in possesso di una descrizione particolarmente dettagliata, hanno setacciato attentamente le aree ritenute di maggiore interesse, fermandosi solo dopo aver rintracciato la responsabile.

La donna è stata quindi arrestata per rapina e, nel primo pomeriggio del 22 febbraio, il giudice del tribunale di Ferrara ha convalidato l’arresto, rimettendo in libertà la donna in attesa del processo.

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