“Era un chiarimento necessario dopo l’inchiesta di Panorama. Mi meraviglio tuttavia che Perego mi accusi di averlo diffamato solo perché gli ho chiesto di fare chiarezza su quanto risultava a chiare lettere da una inchiesta giornalistica. Non ho mai saputo che porre domande integrasse il reato di diffamazione”. Così il senatore di Fratelli d’Italia Alberto Balboni che replica ancora alle dichiarazioni di Gian Carlo Perego, che aveva smentito di aver versato direttamente alla ong di Casarini la somma di 20mila euro.
“Prendo invece atto – riprende Balboni – che per Perego corrispondere un contributo alla ong di Casarini, se vero, sarebbe diffamatorio. Chissà se la Cei è d’accordo con lui… sarei curioso di saperlo”.
Quanto al resto, “mi pare chiaro che Perego – che parla come il vero capo dell’opposizione, più che come pastore di anime – è contrario al respingimento dei migranti, anche di quelli pericolosi, è contrario ai Cpr in Italia e anche in Albania, è contrario all’accordo Ue Tunisia… insomma è contrario a tutto ciò che non sia accoglienza indiscriminata, fingendo di non sapere che solo dall’Africa ci sono 800 milioni di persone pronte a partire. Cosa facciamo? Le prendiamo tutte?”.
“Mi spiace per Perego – prosegue il senatore -, ma non è questo che intende fare il governo Meloni, che è impegnato a contenere i flussi irregolari, favorendo al contrario l’immigrazione regolare, affinché chi viene in Italia abbia già un lavoro e una sistemazione decorosa e non sia costretto a diventare preda dello sfruttamento o peggio ancora manovalanza per la criminalità organizzata”.
Quanto ai soldi spesi per l’accoglienza dei migranti in Albania, “sono soldi spesi bene, se ne faccia una ragione anche il capo dell’opposizione Perego, sia perchè non sono tutti aggiuntivi ma in buona parte sostitutivi di quanto costerebbe ospitarli in Italia, sia perchè contribuiranno a dissuadere i migranti economici dalla partenza e toglieranno così ulteriore spazio di reclutamento agli scafisti e ai mercanti di esseri umani”.
“Il senso di accoglienza del vescovo Perego è al di fuori della realtà – rincara la dose il collega di partito Mauro Malaguti -, perché solo in Africa ci sono 800milioni di potenziali migranti economici, e noi siamo un paese di 60milioni di abitanti. Appare evidente che la politica delle ‘porte aperte’ a tutti non sia perseguibile. L’unica immigrazione sostenibile – per quote – deve quindi essere sotto il controllo dello Stato, e per il bene degli stessi immigrati non può essere lasciata in mano agli scafisti, che spesso utilizzano le Ong per portare a termine i loro viaggi chiamati ’della speranza’ ma molto spesso della morte”.
“Nel novero della gestione dell’immigrazione da parte dello Stato, ovviamente – prosegue il deputato -, non si può accettare chi delinque, nei Cpr infatti non ci sono madri incinte, ma clandestini che hanno commesso reati e devono essere rimpatriati poiché hanno già manifestato la loro pericolosità sociale”.
In realtà gran parte della popolazione trattenuta nei Cpr, oltre ai richiedenti asilo, fa sconta il fatto di essere entrata nel territorio senza permesso soggiorno, o di averlo perso insieme al lavoro o di essere entrata con un titolo trattenendosi però oltre la sua scadenza.
“Occorre poi ricordare che il costo degli immigrati che delinquono essenzialmente lo pagano i cittadini – insiste Malaguti – che risiedono nei quartieri popolari, quelli meno protetti e vigilati. Probabilmente un ministro della Chiesa è chiamato a rispondere principalmente delle questioni spirituali dei propri fedeli, ma un ministro del Governo è chiamato sempre ad affrontare i problemi reali della gente”.
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