Nel settore dei prestiti personali, sono diverse le proposte dei vari istituti di credito (banche e finanziarie); una delle più note e diffuse è la cosiddetta cessione del quinto, una forma di finanziamento prevista dal nostro ordinamento fin dal 1950.
Rispetto ad altre tipologie di prestito, questa si caratterizza in primis per il fatto di essere rivolta soltanto a due specifiche categorie: pensionati e lavoratori dipendenti, pubblici o privati che siano. Ma vediamo più nel dettaglio di cosa si tratta.
Cos’è la cessione del quinto dello stipendio?
La cessione del quinto dello stipendio, come accennato, è uno strumento finanziario destinato soltanto a coloro che hanno un lavoro dipendente. La denominazione di questo finanziamento deriva dal fatto che la rata mensile del prestito non può superare un quinto dello stipendio netto, vale a dire il 20%; se un soggetto ha uno stipendio netto mensile di 1.800 euro, la rata del prestito non può essere superiore a 360 euro. La ratio di questo limite è una sorta di garanzia per il richiedente; si vuole evitare cioè che la rata mensile sia eccessiva rispetto alla sua capacità di rimborso.
Un’altra peculiarità della cessione del quinto che è la rata mensile non viene rimborsata direttamente dal debitore tramite un addebito sul conto corrente, ma viene trattenuta dall’azienda che provvederà a rimborsare il creditore. Nell’esempio precedente, quindi, il debitore incasserà uno stipendio di 1.440 euro (1.800-360).
Cessione del quinto: un prestito non finalizzato
La cessione del quinto è un prestito non finalizzato. Ciò significa che il debitore potrà utilizzare il denaro ricevuto dall’istituto di credito nel modo in cui ritiene più opportuno; potrà per esempio impiegarlo per acquistare dei mobili, effettuare riparazioni edilizie, acquistare un viaggio o qualsiasi altra cosa. Non ha quindi alcun obbligo di specificare le finalità per le quali ha richiesto il prestito.
Un prestito a titolo oneroso
La cessione del quinto è un prestito a titolo oneroso a tasso fisso; ciò significa che il debitore sottoscrive un contratto con il quale si impegna a restituire tutto l’importo ricevuto più una certa quota di interessi; questa varierà a seconda dell’importo richiesto, della durata del prestito e del tasso di interesse applicato. Trattandosi di un prestito a tasso fisso, questo non subirà alcuna modifica; è cioè indipendente dalle fluttuazioni del costo del denaro.
Altre caratteristiche della cessione del quinto
L’importo massimo che può essere richiesto con questa forma di prestito può essere diverso a seconda dell’istituto di credito, ma nella maggior parte dei casi è di 75.000 euro. Relativamente alla durata, di solito è compresa tra i 2 e i 10 anni.
Per quanto concerne i requisiti necessari all’ottenimento del prestito, oltre al lavoro da dipendente, è necessario essere maggiorenni, non superare un certo limite di età e avere la residenza italiana.
La legge inoltre prevede che venga costituito un vincolo a favore del creditore sul TFR, il trattamento di fine rapporto; è inoltre necessario stipulare due polizze assicurative: una sul rischio vita e una sul rischio impiego. Le due polizze servono rispettivamente a tutelare dal decesso del debitore prima della scadenza del debito e dalla perdita del lavoro (con conseguente venir meno dello stipendio).
I punti di forza della cessione del quinto
La cessione del quinto dello stipendio si distingue per alcune caratteristiche positive. È innanzitutto un prestito a lunga scadenza (può avere una durata fino a 10 anni) che impone un limite prudenziale all’importo della rata; è poi un finanziamento a tasso fisso, la rata quindi non subirà variazioni permettendo una corretta pianificazione finanziari.
Va anche sottolineato il fatto che è un prestito abbastanza facile da ottenere in quanto il rischio di insolvenza non sussiste: come detto sono obbligatori un vincolo sul TFR e due polizze assicurative. Infine, il debitore ha la possibilità di estinguere il finanziamento in anticipo recuperando gli interessi passivi non maturati.
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