Pelle sensibile: come trattarla al meglio con una body routine mirata
Ci sono giorni in cui la pelle del corpo sembra “normale” e altri in cui cambia completamente atteggiamento. Tira, pizzica, si arrossa facilmente, risponde in modo diverso
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Chi vive in una città di pianura sa bene cosa significa attraversare le stagioni. L'umidità invernale che grava sulle articolazioni, la primavera che porta con sé sonnolenza e spossatezza apparentemente immotivata
Ogni progetto di comunicazione prende forma a partire da un’idea: può essere il racconto di un brand, la presentazione di una gamma di prodotti, la costruzione di un catalogo o la realizzazione di materiali formativi e istituzionali
Con l’avvicinarsi della Pasqua, in calendario il 5 aprile, Coop Alleanza 3.0 racconta i trend di acquisto dei soci e consumatori inerenti a colombe e uova
Il mondo del lavoro è cambiato: sempre più persone lavorano con contratti a tempo determinato, part-time ciclici, collaborazioni o percorsi professionali discontinui. In questo contesto, il tema dell’accesso al credito diventa centrale, soprattutto per chi guarda con interesse alla cessione del quinto
Chi compra una gru per autocarro lo fa quasi sempre per ragioni pratiche e spesso urgenti. C’è un cantiere che inizia, un mezzo da sostituire, un’espansione dell’attività che non si può rimandare. In questo contesto, la domanda “nuova o usata?” arriva in fretta, e altrettanto in fretta si rischia di rispondere male.
Una gru articolata nuova costa, a seconda della portata e della configurazione, dai 20.000 ai 100.000 euro e oltre. Non è la spesa che si ottimizza guardando solo il prezzo di listino.
Per chi lavora su commesse continue, in settori dove un fermo macchina si traduce in penali o ritardi, la gru nuova ha un vantaggio che non è solo psicologico: i componenti partono da zero ore, la garanzia del costruttore copre i primi anni, e le manutenzioni si pianificano senza sorprese ereditate da un utilizzo precedente sconosciuto.
C’è anche la questione degli incentivi fiscali. I meccanismi di iperammortamento e transizione 4.0 hanno reso più conveniente investire su beni strumentali nuovi per chi ha le condizioni per accedervi. In certi casi il risparmio fiscale riduce sensibilmente la distanza di costo rispetto all’usato.
E poi c’è la configurazione. Una gru nuova si ordina su misura: portata, lunghezza del braccio, tipo di estensioni, radiocomandi, sistemi di sicurezza integrati. Un usato è già quello che è, configurato per il lavoro di qualcun altro.
L’usato ha senso in molte situazioni reali. Un’impresa che ha bisogno di un secondo mezzo per una stagione di lavoro intensa, chi si avvicina per la prima volta al settore senza voler impegnare tutto il budget su una macchina nuova, chi fa movimentazioni semplici su cantieri locali: in questi casi una gru di sette o otto anni, con basse ore di utilizzo e manutenzione documentata, lavora benissimo per altri anni senza problemi.
Il problema non è l’usato in sé. È che “usato” non vuol dire una cosa sola.
Comprare da un privato, su un’asta o attraverso canali non controllati è un’operazione completamente diversa dall’acquistare da un rivenditore specializzato che ha verificato il mezzo, ne conosce la storia e lo offre con una garanzia formale. Nel primo caso si compra un’incognita. Un cilindro consumato, una valvola che cede, un sistema di sicurezza non a norma: basta uno di questi per trasformare un risparmio apparente in una spesa da quattro o cinquemila euro nelle prime settimane. Senza contare il fermo macchina, che su una commessa con scadenze ha un costo indiretto difficile da calcolare ma concreto.
L’usato garantito da un operatore serio costa di più di un usato “libero”, ma il profilo di rischio è incomparabile.
Anche comprando da un rivenditore specializzato, alcune domande aiutano a valutare il mezzo in modo più consapevole.
Le ore di lavoro contano, ma contano ancora di più il settore e il tipo di utilizzo. Una gru che ha lavorato in edilizia pesante, carichi ripetuti al limite della portata, cantieri polverosi, operatori non sempre formati, porta su sé una storia diversa rispetto a una usata per movimentazioni leggere su commesse curate. Il chilometraggio di un’auto è un’indicazione; il contesto in cui è stato fatto è il dato che serve davvero.
La documentazione manutentiva dovrebbe essere tracciabile: cambi olio, revisioni delle valvole, sostituzione dei componenti soggetti a usura progressiva. Un mezzo senza carta è un mezzo con una storia che qualcuno ha preferito non conservare.
Le verifiche periodiche obbligatorie per legge (D.Lgs. 81/08) vanno verificate. Se sono scadute, il costo del rinnovo va sottratto dal prezzo di acquisto prima di fare qualsiasi confronto. Un usato a 22.000 euro con le verifiche da rifare e due manutenzioni arretrate non è lontano, nella realtà, da uno a 27.000 con tutto in ordine.
Vale la pena verificare anche la compatibilità con il veicolo su cui si monterà la gru. Non è scontata, e un adattamento può avere costi significativi.
La trappola più comune è confrontare il prezzo di acquisto. Nuovo a 50.000 contro usato a 28.000: sembra ovvio.
Ma una gru nuova con garanzia biennale e prime manutenzioni incluse può costare meno, nel tempo, di una usata che nelle prime settimane richiede un intervento da 4.000 euro per un problema idraulico non visibile al momento dell’acquisto, poi un fermo di tre giorni per un ricambio difficile da trovare, poi un’altra manutenzione straordinaria che non era prevista.
Il calcolo che vale è quello del costo totale sul periodo di utilizzo atteso: prezzo d’acquisto più manutenzioni prevedibili, ricambi, probabilità di guasti e facilità di trovare assistenza nei pressi dei cantieri dove si lavora. Su questo orizzonte, la differenza tra nuovo e usato garantito si riduce spesso in modo significativo rispetto a quanto sembra guardando solo il prezzo iniziale.
Se il budget è il vincolo principale, il nuovo è spesso fuori portata e non c’è molto da discutere. In questo caso l’usato garantito da un operatore specializzato è la scelta più difendibile, con la documentazione in ordine e le verifiche aggiornate.
Se invece c’è margine di investimento e il mezzo deve lavorare in modo continuativo su commesse importanti, la gru nuova vale la differenza di prezzo per la prevedibilità che offre nel tempo.
Il mercato non verificato, in entrambi gli scenari, va evitato. Il risparmio iniziale quasi mai regge quando arriva il primo problema serio.
Per chi è nella fase di valutazione e vuole farsi un’idea delle disponibilità di usato nel territorio emiliano, alcune realtà specializzate pubblicano online le proprie selezioni: una lista di gru usate garantite permette di confrontare modelli, portate e condizioni dei mezzi prima ancora di prendere contatto.
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