Naomo, scatta l’ora X
Nicola Lodi detto Naomo da oggi può tornare a occuparsi di politica. I 18 mesi di sospensione da ogni carica amministrativa dovuta alla legge Severino sono terminati
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Gli ha sferrato una testata mentre stavano aspettando il loro turno, facendolo finire al pronto soccorso. È quanto accaduto nel pomeriggio di venerdì 19 giugno alla farmacia comunale di corso Porta Mare
Procura di Ferrara e difesa hanno raggiunto l'accordo per il patteggiamento a tre anni di carcere per l'uomo ferrarese di 44 anni, accusato di omicidio stradale aggravato e lesioni personali aggravate dopo lo scontro frontale tra auto in cui morì la 46enne Anna Lisa Chiossi
Dopo l'allarme lanciato ai Carabinieri e giorni di ricerche, è rientrata autonomamente nella propria abitazione venerdì 19 giugno
I Cpr come "sinonimo di disumanità e morte dei diritti". Di questo si è parlato martedì 17 giugno, durante la seconda serata della sedicesima edizione degli Emergency Days che si è aperta con un incontro pubblico che volge lo sguardo alle mille ombre dei cosiddetti Cpr
Tira un sospiro di sollievo e si dice “contenta” per l’esito del processo, Giulia Maria Nanni, la dottoressa responsabile del servizio diagnosi e cura della Psichiatria universitaria di Ferrara prosciolta dall’accusa di omicidio colposo per la morte di Leonardo Riberti, il 21enne ferrarese che – il 21 giugno 2022 – precipitò dopo aver scavalcato una finestra dell’ospedale Maggiore di Bologna.
“Il giudice ha confermato quanto da me sempre sostenuto, ossia – afferma al termine dell’udienza – che ho ritenuto di avere fatto tutto quello che era in mio potere per offrire a Leonardo le cure migliori possibili. Ma non c’è stato giorno in cui non abbia ripensato a quanto accaduto. È stato un periodo difficile anche perché, spesso, sui media venivo additata come responsabile di quanto avvenuto in un altro ospedale nonostante mi fossi prodigata per dare tutte le informazioni necessarie ad avere piena conoscenza della salute di Leonardo. Un pensiero particolare va, da parte mia, alla famiglia di Leonardo con il sincero augurio di riuscire a fare chiarezza su quanto accaduto all’ospedale Maggiore in quella tragica notte“.
A farle eco, augurando che vengano accertate le verità e le responsabilità di quando accaduto, è il suo legale difensore Michele Ciaccia, mentre l’avvocato Fabio Anselmo, che assiste i familiari del ragazzo, parla di una “sentenza annunciata che non ci indigna affatto, perché abbiamo sempre detto che la responsabilità era dei medici del Maggiore”. “La tesi del pm, da noi mai condivisa, parlava letteralmente di una inadeguata cautela ascrivibile alla dottoressa Giulia Maria Nanni. Ma l’otorinolaringoiatra Righi le informazioni ce le aveva, solo che non le ha messe in pratica. Si tratta di una sconfitta della Procura” conclude.
Non perde fiducia nel lavoro della magistratura nemmeno Davide Riberti, papà di Leonardo, che sui social scrive poche parole ma significative, in attesa che il gup sciolga la riserva sull’opposizione alla richiesta di archiviazione dei due sanitari del Maggiore indagati: “Ho fiducia nella giustizia e nel fatto che le posizioni del dottor Righi e della infermiera Guidoreni dell’ospedale Maggiore di Bologna non verranno archiviate”.
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