È iniziato ieri (22 novembre) il processo a carico di Davide Magnani, il 56enne ferrarese accusato di sfruttamento aggravato della prostituzione di una studentessa di 21 anni, di spaccio di sostanze stupefacenti e anche di atti sessuali con minorenne, dal momento che – secondo quanto contestato dalla Procura – avrebbe avuto rapporti con la stessa ragazza quando lei aveva meno di sedici anni e gli era stata affidata dalla madre e, addirittura, quando ne aveva meno di quattordici.
‘Magno‘ – questo il soprannome – era stato arrestato a marzo 2021 con l’accusa di organizzare festini a base di sesso a pagamento e droga, in cui avrebbe sfruttato le prestazioni della studentessa 21enne, pubblicizzate tramite annunci di incontri su alcuni siti specifici online. Lì, su internet, l’uomo – secondo le ipotesi investigative – avrebbe venduto la ragazza chiedendo soldi in cambio delle prestazioni sessuali della giovane, che sarebbero state offerte durante alcune serate appositamente organizzate
Una di queste fu filmata di nascosto da un partecipante, che inviò tutto alla trasmissione televisiva de ‘Le Iene’ facendo scattare le manette nei confronti di Magnani, nell’ambito dell’operazione Angel&Devil, coordinata dalla Procura ed eseguita dai carabinieri.
Durante l’udienza di ieri, davanti al collegio del tribunale di Ferrara, presieduto dal giudice Piera Tassoni con a latere i giudici Alessandra Martinelli e Andrea Migliorelli, il legale difensore dell’imputato, l’avvocato Sergio Pellizzola ha sollevato eccezioni, poi respinte dal tribunale, circa la genericità del capo di imputazione e la procedibilità a querela di uno dei reati contestati, che secondo la difesa mancherebbe.
La prossima udienza è fissata il 24 gennaio, quando si riuniranno in aula, nello stesso procedimento, sia i fatti che vengono contestati a Magnani quando la vittima era maggiorenne che quelli quando la giovane era ancora minorenne e per cui era già arrivato il rinvio a giudizio dal gup del tribunale di Bologna.
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