Berco, ThyssenKrupp formerà una holding entro il 2028
È ancora forte la preoccupazione dei sindacati per il futuro di Berco, anche a seguito dell'incontro di monitoraggio che si è svolto il 25 marzo al Ministero delle Imprese e del Made in Italy
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Uno scontro molto forte ha visto coinvolte due auto all'incrocio tra via Renazzo e via Bianchi a Renazzo tra le 16 e le 17. Una bimba di circa due anni e mezzo è rimasta ferita ed è stata elitrasportata all'ospedale Maggiore di Bologna
Non più lesioni personali aggravate, ma omicidio preterintenzionale. È la nuova accusa formulata nei confronti di un 23enne ferrarese, a processo per la morte del nonno di 83 anni, arrivata dopo quasi un anno di agonia dal giorno in cui, durante una violenta aggressione domestica, l'anziano aveva riportato gravi ferite per le botte rifilategli proprio dal nipote
Aveva accusato un 65enne di Comacchio di tentata rapina aggravata in stazione. L'uomo però era stato successivamente assolto con formula piena dal tribunale di Ferrara, dopo che le immagini di videosorveglianza avevano rivelato una dinamica dei fatti completamente ribaltata
Si è presentato sotto casa dell'ex moglie nonostante il divieto di avvicinamento e il braccialetto elettronico, finendo arrestato dopo aver opposto resistenza ai carabinieri intervenuti sul posto
Nel 2025 l’export dell’Emilia-Romagna raggiunge gli 84,2 miliardi di euro con una crescita dell’1,3% rispetto all’anno precedente, secondo i dati di Confindustria.
Un dato che conferma la solidità del sistema produttivo regionale, ma che evidenzia anche un rallentamento rispetto alla media nazionale (+3,3%). All’interno di questo quadro, Ferrara si colloca tra i territori con crescita più contenuta, insieme a Modena e Reggio Emilia, segnando un passo meno dinamico rispetto ad altre province emiliano-romagnole.
A trainare la crescita territoriale sono infatti Parma (+5,3%), seguita da Ravenna (+3,5%), Forlì Cesena (+3,2%) e Bologna (+2,1%). Ferrara, pur restando in territorio positivo, mostra dunque una performance più debole, riflettendo le difficoltà di alcuni comparti chiave presenti anche nel tessuto produttivo locale.
Nel complesso, l’Emilia-Romagna si conferma la seconda regione italiana per export, con il 13,1% del totale nazionale, alle spalle della Lombardia e davanti al Veneto. Dopo un primo semestre in calo, il recupero nella seconda metà dell’anno ha consentito di chiudere il 2025 con un segno positivo.
A livello settoriale, la crescita è sostenuta soprattutto dalla farmaceutica (+9%), dall’agroalimentare (+6,8%) e dagli apparecchi elettrici (+4,8%). Tuttavia, diversi comparti industriali mostrano segnali di difficoltà, tra cui il tessile-abbigliamento e l’elettronica (entrambi -5,7%), oltre alla chimica (-3,7%), alla ceramica (-0,5%) e alla metallurgia (-1,4%), settori che incidono anche sull’economia ferrarese.
“L’export dell’Emilia-Romagna tiene, nonostante lo scenario economico e geopolitico complesso. Questo risultato – commenta il direttore generale di Confindustria Emilia-Romagna Gianluca Rusconi – è la testimonianza della capacità delle imprese di reagire e adeguare le proprie strategie ad un contesto di forte instabilità. Le aziende tendono a consolidare le esportazioni verso i mercati tradizionali, in particolare europei, e verso alcuni Paesi con i quali sono attivi accordi di libero scambio, come il Giappone. L’auspicio è che i recenti accordi dell’Unione europea con Mercosur e India diano ulteriore slancio”.
Uno degli elementi più rilevanti riguarda la contrazione dell’export verso gli Stati Uniti, secondo mercato di destinazione, che segna un calo del -6,5% complessivo e del -6,9% per il manifatturiero. A pesare sono soprattutto i mezzi di trasporto (-7,2%), che rappresentano oltre un terzo delle esportazioni verso gli Usa, e i macchinari (-10,3%), che incidono per circa il 30%. Particolarmente marcato il calo della chimica (-38,8%), mentre risultano in flessione anche ceramica (-5,8%), tessile-abbigliamento (-8,7%) e metallurgia (-5,9%). In controtendenza la farmaceutica, che cresce del +43,6% pur rappresentando una quota ancora limitata, e l’agroalimentare, in aumento del +4,4%.
Diversa la dinamica dei mercati europei che si confermano il principale punto di riferimento per le imprese regionali. Nel 2025 l’export verso l’Unione Europea cresce del +4,7%, con risultati particolarmente positivi in Germania (+9,1%), Paesi Bassi (+11,9%), Polonia (+10,1%) e Spagna (+7,2%). Al contrario, oltre agli Stati Uniti, calano anche le esportazioni verso Regno Unito (-6,0%) e Cina (-15,8%), evidenziando una difficoltà crescente nei mercati extraeuropei.
Parallelamente aumenta in modo significativo anche il valore delle importazioni regionali, che raggiungono i 51 miliardi di euro, in crescita del +7,3% rispetto al 2024. Un incremento superiore a quello dell’export e più marcato rispetto alla media nazionale, segnale di una domanda interna ancora sostenuta ma anche di una maggiore dipendenza da forniture estere.
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