Ignora l’alt e sfreccia per le vie di Cento con un’auto rubata: denunciato
Un'auto lanciata a tutta velocità per le strade di Cento, l'alt dei carabinieri ignorato e un inseguimento nel cuore della città del Guercino
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Mentre era intento a firmare sull'apposito registro, i militari hanno però avvertito un forte odore riconducibile a sostanza stupefacente
Andrà a processo Matteo Nocera, l'infermiere 44enne accusato dell'omicidio volontario pluriaggravato di Antonio Rivola, l'83enne morto a settembre 2024 durante il ricovero nel reparto di Lungodegenza Post-Acuzie Riabilitativa Geriatrica dell'ospedale Mazzolani-Vandini di Argenta
Sei persone denunciate, quasi novecento cittadini identificati e numerosi controlli nelle zone considerate più sensibili della città. È il bilancio dell'intensa attività di controllo del territorio svolta dalla Polizia di Stato di Ferrara negli ultimi dieci giorni
Lo spostamento del mercato del lunedì è un "disastro". A dichiararlo è Confesercenti e i tanti operatori che denunciano una riduzione degli incassi tra il 70% e l'80%, un vero e proprio crollo
L’avrebbero ospitata nella loro casa, costringendola con violenza e minacce a prostituirsi per guadagnarsi da vivere e ripagarli della loro accoglienza. È l’accusa di cui ora devono rispondere marito e moglie, entrambi di nazionalità nigeriana, finiti a processo per i reati di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, aggravati e in concorso, ai danni di una loro connazionale, oggi 26enne.
Secondo il castello accusatorio, i fatti risalgono al periodo compreso tra l’agosto 2016 e il febbraio 2017, quando la presunta vittima, che a quel tempo aveva 19 anni, aveva deciso di attraversare il mar Mediterraneo dopo aver lasciato la Nigeria, imbarcandosi in uno dei tanti viaggi della speranza, tra violenze di ogni tipo, abusi sessuali e riti vodoo, costato alla sua famiglia un indebitamento di circa 26mila euro che lei avrebbe ripagato svolgendo l’attività di sarta in Italia.
Una volta arrivata, però, la realtà fu ben diversa dalle aspettative iniziali. Ospitata da questa coppia di nigeriani in un’abitazione nel quartiere Barco, la giovane sarebbe stata – secondo la Procura – sfruttata al fine di ottenere in maniera sistematica il provento della sua attività con i clienti, fornendole sia vitto che alloggio, oltre che protezione e vigilanza sui luoghi della prostituzione contro eventuali aggressioni da parte di malintenzionati o controlli delle forze dell’ordine.
La vicenda proseguì fino al febbraio 2017 quando, una sera come tante altre, la ragazza riuscì a venire a contatto con l’unità di strada del Centro Donna Giustizia che riuscì a salvarla da quell’inferno, poi denunciato agli uomini della polizia di Stato negli uffici della Questura, non senza qualche paura e preoccupazione delle ripercussioni per quel debito che, senza più i proventi in parte provenienti dalla sua prostituzione, i suoi genitori non sarebbero riusciti a ripagare.
La prossima udienza è fissata al 21 marzo, quando la vittima – ieri (26 ottobre) assente, sarà chiamata a raccontare in aula, davanti al collegio del tribunale – presidente Piera Tassoni, con a latere i giudici Marco Peraro e Carlotta Franceschetti – la propria versione dei fatti.
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