All’Ariosto col coltello. Voleva ferire a caso e togliersi la vita
Nessun movente specifico nell'azione del giovane arrestato dopo l'agguato nei bagni dell'istituto. Da tempo soffre di problemi psichiatrici acuiti dopo la pandemia
Nessun movente specifico nell'azione del giovane arrestato dopo l'agguato nei bagni dell'istituto. Da tempo soffre di problemi psichiatrici acuiti dopo la pandemia
Una relazione da film dell'orrore. Un anno e mezzo di convivenza in cui lui, non solo l'avrebbe riempita di minacce e botte, ma l'avrebbe anche violentata sessualmente, spesso e volentieri perché 'annebbiato' dall'abuso di alcolici e di sostanze stupefacenti
Cinque anni e due mesi di carcere. Arriva un'altra condanna in primo grado per Aissa Moncef, 59enne di nazionalità tunisina già condannato per tentata estorsione ai danni di un ristoratore ferrarese
Restano critiche, ma al momento stabili, le condizioni di Vittorio Sgarbi, ricoverato da mercoledì 30 settembre nel reparto di terapia intensiva del Policlinico universitario Agostino Gemelli di Roma. Il nuovo bollettino è stato diffuso dall’ospedale
Una colluttazione nei bagni del liceo Ariosto di Ferrara è culminata con il ferimento di uno studente di 15 anni con un coltello. È quanto accaduto nella mattinata di mercoledì 30 settembre all'interno dell'istituto ferrarese di via Arianuova.
È stato conferito ieri (venerdì 15 settembre) l’incarico per lo svolgimento delle consulenze informatiche sui telefonini delle quattro persone coinvolte nella tragica rissa del bar Big Town di via Bologna, dove lo scorso 1° settembre ha perso la vita il 42enne Davide Buzzi.
Gli esperti nominati dalla Procura della Repubblica di Ferrara – Barbara Cavallo è la pm titolare del fascicolo d’indagine – hanno iniziato i loro accertamenti dai telefonini della vittima e del 20enne Lorenzo Piccinini, ferito gravemente nella colluttazione, ma ora fortunatamente fuori pericolo, seppur ancora ricoverato al Sant’Anna di Cona.
Nei prossimi giorni sarà poi il turno degli esami informatici sui telefoni cellulari di Mauro e Giuseppe Di Gaetano, titolare del locale e suo padre, che ora si trovano nel carcere di via Arginone, indagati per omicidio e tentato omicidio.
Prossimamente dovrebbe essere poi conferito l’incarico ai Ris di Parma, a cui spetterà il compito di effettuare i sopralluoghi all’interno del locale per fornire nuove indicazioni agli inquirenti sulle dinamiche di quanto accaduto durante quella tragica serata.
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